COMMENTO

Il Sudafrica indossa la kefiah di Mandela

Apartheid-Genocidio
MARCO BOCCITTOsudafrica/israele/gaza

Quello di Israele a Gaza se non è un genocidio ci somiglia molto. Sono ormai in tanti a dirlo, ma solo il Sudafrica venerdì ha preso carta e penna per denunciarlo di fronte alla Corte internazionale di giustizia. E la reazione di Tel Aviv non si è fatta attendere.
Apriti cielo: prima che fosse Shabbat, il governo Netanyahu esprimeva «disgusto» per tale «cospirazione sanguinaria», prova del sostegno sudafricano alla ben nota «organizzazione terroristica che vuole la distruzione di Israele».
Ma c'è stato un tempo in cui era piuttosto Israele ad avere forti legami con il regime razzista di Pretoria. I sudafricani non lo hanno dimenticato e non sono più soli nel ravvisare forti somiglianze tra l'apartheid subito all'epoca in Sudafrica e quello sperimentato ogni giorno dai palestinesi.
Mandela un volta si disse «perfettamente consapevole che la nostra liberazione sarà sempre incompleta senza quella dei palestinesi». Ed è nella storia anche la sua immagine radiosa con al collo la kefiah che gli aveva regalato Arafat, indossata in diverse occasioni pubbliche e sempre con il preciso intento di esprimere solidarietà alla causa palestinese.
In difficoltà sul piano interno, l'African National Congress si è regalato un colpo di reni internazionalista per il suo trentennale di governo. Dopo la rottura dei rapporti con Israele a novembre su sollecitazione però dell'Economic Freedom Fighters, il partito più radicale nel panorama sudafricano .
Gaza è davvero sola, tolti gli Houthi yemeniti che sparacchiano le loro minacce sul Mar Rosso. Ma il Sudafrica è l'unico grande paese che non volta lo sguardo altrove. Almeno in questo, l'eredità di Mandela non è andata dispersa.

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