INTERNAZIONALE

È ufficiale, silurato anche il generale Sergej Surovikin

PURGHE RUSSE
FRANCESCO BRUSArussia

Non sarà una riedizione delle “purghe staliniane”, come ha chiesto un po’ di tempo fa un giornalista a Putin, ma di sicuro fra le élite russe stanno saltando molte teste. Oltre alla morte di Prigozhin, ieri pare confermata anche la destituzione del comandante delle forze aerospaziali Sergej Surovikin. Lo ha fatto sapere l’agenzia Ria Novosti e ne ha scritto sul suo canale Telegram anche l’ex caporedattore dell’Eco di Mosca Alexei Veneditktov. Era da giugno che non si avevano notizie certe sulla sorte dell’ex-generale, proprio in seguito alla “marcia su Mosca” del Gruppo Wagner, due mesi fa. Secondo alcuni era stato arrestato, ma i familiari avevano smentito. All’epoca – commentava il New York Times – l’intelligence statunitense ipotizzò che il tentativo di ammutinamento di Prigozhin potrebbe aver incontrato il sostegno di Surovikin, nella comune ambizione di ristabilire le gerarchie militari a proprio favore contro il ministro della difesa Sergej Shoigu e il capo dello stato maggiore Valerij Gerasimov.
Dimitrij Peskov, portavoce del Cremlino, ha rigettato seccamente tali speculazioni. Eppure, gli eventi di ieri sembrerebbero dare nuova linfa a una trama del genere. Una grossa fetta degli artefici dell’invasione dell’Ucraina pare oramai fuori gioco, se si pensa anche all’incarcerazione del criminale di guerra ed ex-colonnello dell’Fsb Igor Girkin (uomo chiave nel conflitto del Donbass del 2014-15). In particolare Sergej Surovikin, soprannominato “generale Armageddon”, è stato per tre mesi a capo della cosiddetta “operazione militare speciale” dell’ottobre del 2022, prima di essere stato rimpiazzato appunto da Gerasimov. Sotto la sua direzione sono stati portati avanti i famigerati attacchi missilistici sulle infrastrutture civili ucraine, che fra le altre cose hanno provocato inondazioni e interruzioni di elettricità. Una tattica per cui si era già distinto in Siria nel 2017. A sostituirlo, secondo Ria Novosti, il suo ormai ex-sottoposto Viktor Afzalov.

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