EUROPA

Parabola politica di un ricercato

LUCA TANCREDI BARONEspagna/catalogna

Un solo giorno dopo il voto, la Fiscalía ha sollecitato al giudice Llarena la riattivazione dell’ordine di arresto internazionale per Toni Comín e Carles Puigdemont, solo per i reati di malversazione e disobbedienza per il referendum dell’1 ottobre 2017. Allora Comín era il ministro della salute del governo catalano di Puigdemont che dichiarò l’indipendenza, e militava in Esquerra Republicana. Sospeso dalle sue funzioni da Madrid, Comín si unì a Puigdemont e altri, fuggendo in Belgio. Con lui, dopo qualche tempo, si trasferirono la figlia e il marito. Sua madre, morta a febbraio, era un’attivista della sinistra cattolica di Pax Christi, suo padre, morto nel 1980, era stato attivista e deputato del Psuc, il partito antifranchista comunista che si sciolse nel 1987. Laureato in filosofia, entrò nel parlamento catalano nel 2003 nel movimento “cittadini per il cambio”, alleato dei socialisti. Nel 2013 si avvicina all’indipendentismo con Esquerra. Oggi è eurodeputato in Junts, il partito indipendentista di Puigdemont.
(l.t.b.)

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