POLITICA

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REDAZIONEITALIA

Mafia Spa, quei 40 miliardi l’anno conteggiati nel Pil
La Mafia Spa fattura 40 miliardi all'anno, pari a oltre il 2% del nostro Pil. Si tratta di un giro d'affari inferiore solo al fatturato di Gse (Gestore dei servizi energetici), di Eni e di Enel, ma si tratta di dati sottostimati. È quanto emerge da uno studio della Cgia, che definisce «imbarazzante» come dal 2014 l’Ue, con apposito provvedimento legislativo, consenta a tutti i Paesi membri di conteggiare nel Pil alcune attività economiche illegali: come la prostituzione, il traffico di droga e il contrabbando di sigarette.«Una decisione eticamente inaccettabile - sottolinea l’associazione degli artigiani e delle piccole imprese - da un lato lo Stato combatte e contrasta le mafie, dall’altro riconosce a queste organizzazioni criminali un ruolo attivo di ’portatori di benessere economico’ In buona sostanza è come se sul piano statistico ammettessimo che anche una parte dell’economia illegale riconducibile a Mafia Spa è ’buona e accettabile’; insomma, una componente ’positiva’ della nostra ricchezza nazionale. Una decisione eticamente inaccettabile».

Carceri, ancora un incendio al Beccaria
Ancora un incendio nel carcere minorile Beccaria di Milano: in una cella è andato a fuoco un materasso e tre agenti sono rimasti intossicati . Dopo la rivolta di Natale, seguita all’evasione di alcuni detenuti (tutti rientrati in carcere e tutti trasferiti in altri istituti), non sono state ancora affrontate le carenze strutturali di personale, psicologi ed educatori.

Addio a Roveredo, scrittore degli ultimi
Aveva 69 anni ed era malato da tempo, lo scrittore Pino Roveredo, morto ieri nella struttura sanitaria di Pineta del Carso dove era ricoverato. Triestino con un’infanzia difficile e problemi personali, divenne noto al grande pubblico con l’autobiografia «Capriole in salita». Nel 2005 vinse il Premio Campiello con «Mandami a dire». Ha scritto numerosi romanzi, racconti e testi teatrali, sempre con un occhio ai più fragili, agli ultimi. Nel 2021 era stato candidato a consigliere comunale a Trieste con una lista civica. La Fondazione Campiello lo ricorda come «uno degli scrittori più importanti della letteratura italiana contemporanea, un uomo speciale». E la dem Debora Serracchiani, ex presidente del Friuli Venezia Giulia: «Una persona che non le mandava a dire in nessuna circostanza, schietto e forse anche un po’ ruvido, ma di grandissimo spessore umano. C’era passato e ce l’aveva fatta, era uscito da una spirale pericolosa grazie alla sua caparbietà e al suo talento. Sarebbe stata la persona giusta come Garante regionale dei detenuti».

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