VISIONI

Addio Kirstie Alley, il successo e l’ironia di una star anni ’90

I ruoli più popolari in «Cin Cin» e «Senti chi parla», poi il ritorno con la serie autobiografica «Fat actress»
LUCREZIA ERCOLANIUSA

È morta a 71 anni Kirstie Alley, volto noto della tv e del cinema. La sua carriera conobbe il picco della popolarità tra la fine degli anni ’80 e l’inizio dei ’90, con la serie tv Cin Cin (titolo originale Cheers), per la quale vinse il suo primo Emmy - il secondo arrivò nel 1994 per il film tv sull'autismo Per amore di David. La consacrazione sul grande schermò risale invece al ruolo della madre single Mollie in Senti chi parla (1989), diretto da Amy Heckerling.
NONOSTANTE Alley fosse sposata con l’attore Parker Stevenson, su quel set scoppiò l’amore con John Travolta, tra i primi a condividere un messaggio sulla sua comparsa: «Quella con Kirstie è stata una delle relazioni più speciali che ho avuto. Ti amo Kirstie. So che ci rivedremo» ha scritto l’attore.
ALLEY, nata nella città di Wichita, in Kansas, nel 1951, ha avuto diversi ruoli di rilievo per tutto l’arco degli anni ’90. Dopo gli altri due capitoli di Senti chi parla, nel 1997 è stata protagonista della serie comedy L'atelier di Veronica e nello stesso anno ha fatto parte del cast di Harry a pezzi di Woody Allen. Poi il divorzio con il marito la gettò in un periodo buio. Le era già accaduto, prima del debutto cinematografico - avvenuto nel 1982 con Star Trek II - aveva affrontato la dipendenza per la cocaina, vinta con il supporto di un programma di Scientology, a cui era già affiliata. Alla fine degli anni ’90 Alley sviluppò invece un rapporto difficile col cibo, che la portò a pesare più di 100 kg.
L’accanimento dei paparazzi tuttavia non la fermò. Al contrario, decise di prendere spunto dalla sua condizione per un nuovo capitolo della propria carriera. Nel 2005 inviò il soggetto di Fat actress al direttore della rete Showtime, il risultato fu una via di mezzo tra sit-com e reality show, dove Alley raccontava l’impresa di un’attrice di finzione (ma col suo stesso nome): perdere chili e trovare un ruolo in un film. Al progetto aderirono, recitando al suo fianco, guest star come John Travolta, Kelly Preston, Gwen Stefani. Il programma fu talvolta sopra le righe come lo era Alley - venne criticato per l’utilizzo di alcuni stereotipi razziali - ma mise alla berlina l’ossessione di Hollywood per la magrezza. L’attrice cominciò a riapparire in televisione, vincendo la sua sfida personale.
LU. ER.

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