VISIONI

Dalle lotte ai lutti, in «Surrender» Bono si racconta

LIBRI
GRAZIELLA BALESTRIERIirlanda

Bono superstar, Bono leader della più grande e famosa band a livello planetario. Bono politico, che stringe sorrisi di Obama e Mandela e accoglie mani di Bush (figlio). Bono che rappresenta tutti e tutto, fino ad annullare sé stesso. Bono amato e odiato nella stessa misura. Bono compagno prima e marito per sempre di una donna che lo ha salvato da sé stesso, come ribadisce lui più volte. Bono che incontra tre ragazzi in un liceo irlandese e diviene parte di essi. Bono ragazzo che perde la madre all’età di 14 anni e ritrova il dolore dell’assenza solo nell’aprire scatolette di cibo fredde. Bono che non affronta mai la perdita né con suo padre né con suo fratello ma che ad un certo punto inizia a provare rabbia per quell’unico modo di processare il dolore: non parlarne, restare in silenzio. Bono che rimane senza respiro davanti al padre che gli comunica di avere un cancro. Bono che rimane nuovamente in silenzio davanti alla morte e alla sua fede invincibile a tratti. Bono che si ritrova in un letto di ospedale perché il suo cuore inizia a dare segnali…quasi a ricordargli che è il momento di fermarsi.
È DAL LETTO di un ospedale, da quella mancanza di aria che inizia Surrender, 40 canzoni, una storia. Da quell’assenza di aria, da quella voglia di riprendersi il respiro parte il viaggio e il racconto di un ragazzo che voleva solo affrontare il dolore e ricordare, per poi trovare l’unico modo per sopravvivere andando «via di casa per ritrovare la casa». Bono che ha paura di cantare la canzone che ha scritto per la madre, nonostante tutto il tempo passato. Bono che ha paura che il silenzio possa di nuovo prendere il sopravvento. Un libro ricchissimo di aneddoti certo, da Sinatra, la forza di Mandela, l’amicizia genuina di Pavarotti fino ad Obama, la politica, le lotte, l’Irlanda e i suoi figli coperti di sangue. Surrender però è un libro in cui Bono racconta dei suoi rapporti, da quelli con i fratelli Adam, Larry, The Edge, di questi quattro ragazzi che si sono fatti cerchio per proteggersi uno con l’altro. Surrender è la storia di un ragazzo che con tutta la rabbia del mondo in corpo, ha trasformato il silenzio in musica, «la vita mi ha dato una canzone da cantare; Edge, Adam, e Larry mi hanno dato una storia da scrivere». Nelle parole di Khalil Gibran: «Solo se berrete al fiume del silenzio, potrete davvero cantare. E quando avrete raggiunto la vetta del monte, allora incomincerete a salire». Surrender è la storia di un ragazzo che ha avuto la capacità di sopportare la salita.

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