CULTURA

In gita a Grimstone Hall, studiando le vite di inaspettati fantasmi

FIGURE DELLA PAURA
ARIANNA DI GENOVAITALIA/monza

Mentre alla villa Reale di Monza, con perfetto tempismo, si apre una mostra dedicata ai sabba e ai mondi oscuri, dal titolo Stregherie (Fatti, scandali e verità sulle sovversive della storia, a cura di Luca Scarlini, visitabile fino al 26 febbraio 2023), che presenta stampe antiche, con incisori come Dürer o Goya, trattati maledetti del Cinquecento, manifesti cinematografici, amuleti, feticci e altri strumenti rituali provenienti dallo sperduto Museum of Witchcraft di Boscastle, in Cornovaglia che vanta una collezione unica la mondo, l’immaginario collettivo rende omaggio alle personificazioni della paura, «cavalcando» l’Olimpo gotico di Halloween e la celebrazione rituale dei morti. E lo fa soprattutto dagli scaffali delle librerie ad uso e consumo dei lettori e lettrici più giovani.
INNANZITUTTO, TORNANO i fantasmi. Sono ovunque, ma i più interessanti si trovano nella residenza di Grimstone Hall. In Seven Ghosts dell’autore inglese Chris Priestley (Biancoenero, pp. 136, euro 14,50) la classe di studenti vincitrice di un concorso imbastito con i racconti del terrore ne incontra sette: sono tutti appartenuti a epoche diverse della storia e le loro biografie lasciano riaffiorare tristi e crudeli destini. Nell’800, un ragazzino gitano che amava il suo aquilone ebbe in sorte una brutta morte per un errore di caccia (e il signorino della tenuta gli rubò subito quel poetico gioco); un altro adolescente povero perì nella ghiacciaia del giardino dei nobili per colpa della gelosia del figlio del proprietario; poi c’è Mesy, la dolce domestica che appare d’improvviso alla scolaresca (anzi a Jake, il più allerta di tutti che, alla fine, scoprirà un’agghiacciante verità su se stesso), crepata di fatica. E anche Lily, meravigliosa pianista finita male inseguendo stelle inesistenti. Priestley (classe 1958) è un «adepto» delle trame spaventevoli e la Bbc deve a lui molte trasposizioni televisive dei racconti di Edgar Allan Poe. Fra le creature che brillano e poi svaniscono c’è Gustavo, il timido fantasma, che non ha il coraggio di buttarsi nella mischia. È uscito dalle matite colorate di Flavia Zorrilla Drago (Mondadori, pp. 40, euro 17). Lei è messicana e, d’altronde, nel suo paese, el día de los muertos è una festività importante che permette l’incontro esoterico fra il mondo dei vivi e quello dei defunti, ricordando antichissimi culti precolombiani. Gustavo sconfiggerà la vergogna di stringere amicizia grazie alla coinvolgente musica che fuoriesce dal suo violino.
Camelozampa, che nel 2019 aveva puntato sulla stupenda fiaba cinese Il piccolo pescatore e lo scheletro di Chen Jiang Hong (i cui albi sono stati sempre editi da Babalibri), quest’anno si rivolge alla Gatta nera e a Il negozio animali (pp. 36, euro 16): scritti entrambi da Allan Ahlberg e illustrati da André Amstutz continuano la saga spettrale iniziata con la coppia Janet (in assenza di lei, morta a soli 50 anni nel 1994) e Allan, che inventò Ossaspasso, una famiglia di scheletri divenuta nel tempo un grande classico.
«PIERINO E LA STREGA» è un albo uscito per le edizioni Clichy (di Gilles Bizouerne e Roland Garrigne, pp. 40, euro 19) che ha tutti gli ingredienti evergreen delle favole «da paura» (la vita ai margini della foresta, i luoghi proibiti, la sfida inconsapevole e qualcosa che riecheggia Hansel e Gretel). Rispolvera i monelli intelligenti capaci di far fessi i malvagi, pur rischiando fino all’ultimo la propria vita.
E non va dimenticata la storia di quello spaventato Bambino mannaro messo al mondo dallo scrittore svedese Ulf Stark (pur se non fresco di stampa e pubblicato ormai nel 2019 per Iperborea, con le illustrazioni di Markus Majaluoma): i mostri sono quasi sempre immaginari ma alcuni scendono dall’iperuranio e restano «mostruosi» nei loro comportamenti. Come il fratello maggiore di Ulf che si diverte a terrorizzare il più piccolo trasformandolo in licantropo con un morso della misteriosa creatura e costringendolo a pellegrinaggi notturni in solitaria, attanagliato dal timore di far del male alla propria famiglia.
SI PUÒ ANCHE RIVISITARE la biografia del pittore norvegese per antonomasia nel film Munch. Amori, fantasmi e donne vampiro (7,8 e 9 novembre in sala, diretto da Michele Mally che firma la sceneggiatura con Arianna Marelli, 3D produzioni e Nexodigital). Il «sipario» si apre nella casa di Munch ad Åsgårdstrand. In una notte tempestosa, una giovane donna – l’attrice Ingrid Bolsø Berdal – legge ai bambini una fiaba. Siamo nel mondo del Grande Nord, dove tutto è fatato e i troll si divertono a lanciare malefici.

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