VISIONI

«Bianco su bianco», la storia di Ruggiero nel bosco di luci

ROMAEUROPA
ARIANNA DI GENOVAITALIA/ROMA

Nonostante il titolo Bianco su bianco richiami quel Quadrato di evanescenze dipinto da Malevic nel 1918 che raccontava le forme dell’invisibile e le proiezioni dell’infinito, i colori nello spettacolo della compagnia Finzi Pasca ci sono e accecano. Sono quelli creati da una foresta di lampadine che si accendono, si spengono e inventano luccicanze improvvise in una drammaturgia degli oggetti che entra in corrispondenza affettiva con le emozioni dei due attori-clown sul palco del teatro Vittoria di Roma. Helena Bittencourt e Goos Meeuwsen si muovono leggeri in quel bosco fatato, lei candida, lui ragazzino indomabile.
Narrano, cantano, danzano, interagiscono fra loro con indisciplinati esercizi acrobatici che simulano un’imbranata disinvoltura. Si stupiscono - e con loro il pubblico - di come la vita possa assumere toni tragicomici in un battibaleno e intanto si incamminano sul sentiero accidentatissimo del futuro. Partono da lontano, da un’infanzia sbocconcellata dalla tristezza e un’adolescenza che piano piano riconquista se stessa: fino a questa domenica, ospiti del festival Romaeuropa, daranno voce e corpo - con finte goffaggini e giocolerie - a un vasto campionario di fragilità umane.
SCRITTO da Daniele Finzi Pasca, il testo magnificamente recitato con intermezzi musicali da Bittencourt, ci presenta la malinconica storia di Ruggiero (che poi è interpretato da Meeuwsen): è un bambino solitario, che coltiva la bellezza e l’innocenza dentro di sé inseguendo sogni eccentrici, ma che si scontra con la dura realtà di un padre alcolista. Ruggiero è costretto a nascondere lividi e bruciature di sigaretta, si infila in grandi vestiti per proteggersi e dimenticare quel corpo ferito.
Intanto le luci ballano, creando ombre e diradando la notte. Perché anche per lui la possibilità di riscatto si avvicina. Esiste nella pioggia che lo bagna e purifica mentre Ruggiero si denuda per sentirla tutta sulla sua pelle; esiste nel vento caldo che tutto spazza via, rendendo limpida l’aria e allargando il respiro. Esiste, infine, nella figura del suo allenatore che diverrà un accogliente padre adottivo.
MA LA GRANDE POESIA che illuminerà le sue giornate arriva con lo sguardo di Elena e con la potenza dell’amore. Ruggiero ha gli occhi sgranati, spesso sta in silenzio ma con lei ascolta il cuore, si apre fiduciosamente al desiderio, vola con la fantasia lasciandosi alle spalle il dolore. Insieme, supereranno anche la malattia di Elena, grazie anche al potere liberatorio della risata: lui, pagliaccio, la diverte in ospedale travestendosi da ippopotamo.
Lo spettacolo è come se fosse diviso in due atti psicologici: nel primo, l’ironia si mescola al racconto, nel secondo vince la commozione empatica del pubblico con quel soffrire del corpo e dell’anima, che è anche un’autobiografica elaborazione del lutto: Julie Hamelin, moglie e compagna di avventura teatrale e circense di Daniele Finzi Pasca, è morta nel 2016, a soli 44 anni.
Creato nel 2014, Bianco su bianco ha la dimensione intima di un teatro da camera e cammina deliziosamente in punta di piedi accanto alle grandi produzioni per le Cirque du Soleil, i Giochi olimpici, le opere nel repertorio del Teatro Mariinskij di San Pietroburgo che la Compagnia ticinese porta in giro per il mondo.

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