INTERNAZIONALE

Svolta armena: «Pace in cambio di terre»

SABATO ANGIERIARMENIA/AZERBAIJAN/NAGORNO KARABAKH

Una svolta storica o la fine di una convinzione? Ieri il premier armeno Pashinyan ha dichiarato all’Assemblea generale dell’Onu a New York: «Possiamo firmare un trattato di pace (con l’Azerbaijan, ndr) riconoscendo reciprocamente l’integrità territoriale dell’altro». Vorrebbe dire rinunciare a ogni pretesa sulla regione del Nagorno-Karabakh, costata agli armeni 30 anni di scontri militari, due guerre (una vinta e una persa)e migliaia di morti? Uno dei pochi territori sacri rimasti agli armeni che ospita la cattedrale di Shushi, la più antica chiesta cristiana della regione? La dichiarazione, inaspettata, nasce anche dalla contingenza. I recenti attacchi azeri hanno influito, come il timore che Baku voglia appropriarsi anche della sottile striscia di terra che collega l’enclave del Nakhichevan al resto del territorio azero per stabilire un corridoio continuo dalla Turchia alle coste del Mar Caspio.
(s.ang.)

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