INTERNAZIONALE

La destra israeliana torna ad al Aqsa: palestinesi arrestati

GERUSALEMME
MICHELE GIORGIOisraele/territori/gerusalemme

Altri 250 israeliani, attivisti della destra religiosa, sono entrati ieri sulla Spianata della moschea di Al Aqsa a Gerusalemme, in occasione dei festeggiamenti per il Capodanno ebraico. Lunedì erano stati 335, secondo i dati forniti dal Waqf islamico.
Un’altra «visita» sul luogo dove, secondo la tradizione ebraica, sorgeva il biblico Tempio e che ha provocato scontri tra i fedeli palestinesi e la polizia che scortava i «visitatori» israeliani. Diversi dimostranti palestinesi sono stati arrestati, altri sono rimasti contusi negli incidenti. I palestinesi denunciano le ultime restrizioni imposte da Israele per l’accesso alla Spianata e le violazioni dello status quo dei luoghi santi di Gerusalemme che vede i musulmani pregare ad Al Aqsa, gli ebrei al Muro del Pianto e i cristiani al Santo Sepolcro.
Anche l’Egitto ha condannato «le ripetute e crescenti violazioni della santità della moschea di Al Aqsa, perpetrate dagli estremisti ebrei davanti alle forze di occupazione israeliane». Così scriveva ieri il quotidiano Al Ahram, spiegando che per il Cairo «l'imposizione di restrizioni alla circolazione dei fedeli palestinesi e al loro compimento dei riti religiosi e i continui tentativi di cambiare lo status giuridico e storico di Gerusalemme, sono una flagrante violazione del diritto internazionale e una pericolosa escalation che mina le possibilità di raggiungere una soluzione giusta e globale della causa palestinese e la soluzione dei due Stati». La tensione nella città vecchia di Gerusalemme resta alta e oggi si prevedono altri scontri nel ventiduesimo anniversario della «passeggiata» compiuta dallo scomparso premier israeliano Ariel Sharon – nel 2000 era leader dell’opposizione – sulla Spianata di Al Aqsa.
Una provocazione che innescò lo scoppio della seconda Intifada palestinese e un ciclo di violenze senza precedenti.
MI. GIO.

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