INTERNAZIONALE

Cospirazione sediziosa, Oath Keepers alla sbarra

ASSALTO A CAPITOL HILL
MARINA CATUCCIUSA

Negli Stati uniti è iniziato il processo a cinque membri degli Oath Keepers, milizia antigovernativa coinvolta nell’attacco al Congresso del 6 gennaio 2021; tra gli accusati anche il fondatore, Stewart Rhodes, ex promettente laureato in giurisprudenza a Yale e ora a capo dei miliziani di estrema destra.
L’accusa è «cospirazione sediziosa», complotto tra due o più persone con il fine di «rovesciare, abbattere o distruggere con la forza il governo degli Stati uniti», reato che prevede fino a 20 anni di carcere. Già a marzo 2021, da un’indagine del dipartimento di Giustizia, era sembrato chiaro che l’assalto al Campidoglio non fosse avvenuto sull’impulso del momento, ma era un’azione pianificata da settimane e guidata da gruppi di milizie armate con una solida preparazione paramilitare. Gli Oath Keepers, in particolare, avevano cominciato a preparare l’assalto subito dopo il giorno delle elezioni: sembra confermato dal fatto che la loro legale, Kellye SoRelle, già nel novembre 2020, aveva inviato un messaggio all’ex aiutante di Trump, Andrew Giuliani, in merito alle presidenziali. SoRelle, nel dicembre dello stesso anno, aveva tentato di inviare un messaggio a un numero della Casa bianca, ma l’sms non era andato a buon fine: il numero era quello di una linea fissa del centralino della Casa bianca.
All’inizio del mese l’avvocata degli Oath Keepers è stata accusata con due capi di imputazione per aver ostacolato un procedimento ufficiale e un terzo per aver ostacolato le indagini sul 6 gennaio. Il reato di cospirazione sediziosa non è facilmente perseguibile, erano più di 10 anni che il dipartimento di Giustizia non processava un gruppo di americani per avere complottato ai danni del governo Usa. Questo processo permette scavare in profondità nell’universo delle milizie di estrema destra e nel movimento estremista: i pubblici ministeri federali intendono dimostrare che il piano degli Oath Keepers includeva un viaggio di ricognizione a Washington DC, la formazione di una «forza di reazione rapida» armata e stazionata in un hotel dall’altra parte del fiume Potomac e una formazione militare per fare breccia nel Campidoglio. Alcuni degli imputati avevano anche il compito di cercare e stanare i politici dentro Capitol Hill.

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