CULTURA

Se la politica vuole affossare «Tuttestorie»

ARIANNA DI GENOVAITALIA/SARDEGNA

Il festival di letteratura per ragazzi Tuttestorie è una splendida realtà che da diciassette anni ravviva le scuole della Sardegna, portando sul territorio tanti autori e autrici che - in una modalità interattiva e vivace - entrano nelle aule e biblioteche di molti paesi e cittadine (non solo Cagliari) con i loro laboratori e incontri sui libri. Quest’anno, il tema della rassegna che si svolgerà dal 5 al 10 ottobre sarà Quanto manca?, una riflessione aperta sul concetto di tempo. Ma, a due mesi dall’inizio, lo staff organizzativo e dirigenziale di Tuttestorie (che vede fra le sue anime Manuela Fiori della libreria omonima, in collaborazione con lo scrittore Bruno Tognolini) ha dovuto far fronte a un’amara scoperta: si è ritrovato ultimo in graduatoria fra i progetti beneficiari dei contributi stanziati dall’Assessorato alla cultura del Comune di Cagliari. Il bando triennale - che avrebbe dovuto garantire manifestazioni consolidate come questa - si è rivelato fatale, con un punteggio più basso di 24 punti rispetto allo scorso anno e un finanziamento di soli 8.307,34 euro, sui 17.800 assegnati e i 25mila euro richiesti. La motivazione di questo improvvido affossamento è misteriosa, come se l’esaurimento delle risorse dovesse colpire unicamente proprio la cultura offerta all’infanzia.
Neanche alla voce «attenzione rivolta ai giovani e coinvolgimento delle scuole» i membri della commissione hanno ritenuto di dare alla rassegna un punteggio pieno, impedendogli così di recuperare quella porzione di punto che gli avrebbe consentito almeno di ricevere per intero il contributo. Eppure Tuttestorie è uno dei principali festival a livello nazionale, che fa rete e lavora in maniera capillare sul territorio. Dei 360 appuntamenti distribuiti su tutta l’isola, 210 si concentrano su Cagliari: 140 rivolti alle classi dall’infanzia alla secondaria di 2° grado e 70 alle famiglie. 5.300 studenti stanno già leggendo i libri degli autori in vista di ottobre.
L’assurda graduatoria ha colpito indebitamente anche Sardegna Teatro, altra realtà di prestigio. La protesta corre sui social, ma dalla politica, al momento, nessuna risposta.

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