SOCIETA

«Abolire l’alternanza con il lavoro, istruzione pubblica gratuita»

FLASH MOB AL MINISTERO E DAVANTI A 50 ISTITUTI
MARIO PIERROITALIA/ROMA

Portare al 5% del prodotto interno lordo gli investimenti per l’istruzione e per la ricerca pubblica, l’abolizione della tassazione universitaria, l’abolizione dell’alternanza scuola lavoro (ora «Pcto»), ma anche la creazione di sportelli di assistenza psicologica in scuole e università e il trasporto pubblico gratuito per studenti. Sono alcune delle 100 proposte formulate dalla Rete degli studenti medi e dall’Unione degli Universitari ai candidati alle elezioni politiche del 25 settembre. Le hanno presentate nella giornata di ieri tra un flash mob al ministero dell’Istruzione e una cinquantina di azioni davanti alle scuole, tra le altre i licei Cavour, Plinio, Colombo, Machiavelli, Carducci, Da Vinci, Rousseau, Croce a Roma. Lo slogan: «Da Zero a 100 vogliamo tutto». «Ci hanno fatti sentire uno Zero, nessuna considerazione o attenzione ai temi della nostra generazione - dicono gli studenti- Ora chiediamo cento risposte».
Quanto alla politica di promesse elettorali ne ha fatte molte. La Lega, come gli altri, si è svegliata e ora vuole assumere tutti i precari. Il Pd ha lanciato la proposta di una scuola materna obbligatoria, ma non cita l’altra riforma disastrosa di Renzi con la quale ha aggredito la scuola e gli è valsa l’ostilità di un’altra parte del personale che ci lavora. Dopo avere varato il «docente esperto» nel «decreto aiuti bis» oggi in discussione al Senato sembra che nessuno ne riconosca la paternità. E per lucrare qualche voto dai diciottenni tutti, da destra a sinistra, hanno un pensiero compassionevole per i «giovani» che sono tra i più precari d’Europa. Dopo anni di false promesse su stipendi e contratti, di politiche inadeguate sul reclutamento e precariato strutturale, finanziamenti del Pnnr che costruiranno asili nido senza però finanziare assunzioni per tenerli aperti, chissà se la nuova maggioranza di estrema destra sarà disposta a garantire anche la gratuità del trasporto per gli studenti o l’idea che l’istruzione è gratuita in uno Stato sociale che non è certamente quello in cui viviamo.
«Le condizioni in cui versano i luoghi di formazione nel nostro paese sono imbarazzanti - sostengono gli studenti della Rete della Conoscenza - il diritto allo studio non è garantito, il tasso di abbandono scolastico è uno dei più alti in Europa, mentre il numero dei laureati tra i più bassi». «Non possiamo accettare che chi ha tagliato miliardi a scuole e università si ritrovi a decidere di nuovo del futuro del paese» hanno aggiunto gli studenti del coordinamento universitario Link. «Questo autunno- dice l’Unione degli Studenti (Uds) - ci riprenderemo in nostri spazi».
L’Uds ha presentato anche un manifesto nazionale per la scuola dove ha elaborato«un nuovo modello di istruzione», frutto di una mobilitazione che ha attraversato gli ultimi due anni scolastici drammatici. «Come risposta - ricordano . alle proteste oceaniche degli ultimi mesi, tuttavia, abbiamo ricevuto solo silenzio e repressione: dai tentativi delle questure di impedirci lo svolgimento delle manifestazioni alle gravi sanzioni disciplinari, dai sedici giorni di sospensione, a coloro che hanno occupato le scuole, fino alle manganellate nelle piazze, in particolar modo a Torino, Napoli e Milano. Tali dinamiche ci hanno ridato solo più forza, più rabbia e voglia di cambiare lo stato delle cose. La scuola deve esercitare un ruolo decisivo nel promuovere l’emancipazione e l’auto- determinazione».

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