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Sulla mostra e la festa della scuola

I bambini ci parlano
GIUSEPPE CALICETIITALIA

Mi raccontate come è stata la nostra mostra…. Quella di tutte le classi?
«Abbiamo fatto delle cose sull’ambiente. Poi al pomeriggio venivano i genitori o dei nonni a vederla. Prima quelli della classe Prima, poi Secondo e così fino alla Quinta». «Noi avevamo fatto tutti delle cose da far vedere. Tipo cartelloni o altre cose». «Noi abbiamo fatto vedere i fogli che avevamo scritto. Anzi, prima i fogli li abbiamo fatto con il laboratorio sulla carta pesta, che abbiamo fatto le pagine di carta pesta, dopo ci abbiamo scritto sopra la filastrocca». «La filastrocca davanti e dietro il foglio. C’erano due righe davanti e due righe di dietro. Come una canzone. Ma diversa. Perché faceva rima e poi diceva sempre «ricicla la carta» invece che «volta la carta». «A ia mamma è piaciuta molto la filastrocca perché anche lei si ricordava quella canzone». «Poi noi bambini facevamo quelli che spiegavano quello che avevamo fatto. Ma non solo noi. Anche quello che avevano fatto le altre classi. Tipo la libellula gigante. Le altre cose sulle api- L’inquinamento dell’acqua e dei fiumi. Poi quelli di quarta mi sembra che avevano fatto un video però mia mamma non ha visto niente perché non poteva venire, ha visto tutto mia nonna ma non si ricorda bene». «Per me fare una mostra è facile e anche bello perché dopo i tuoi familiari vengono a vederla. se invece non viene nessuno, non era così bella». «Mi è piaciuto molto la filastrocca perché aveva le rime. Tipi… Sul tuo ginocchio c’è un cerotto… ricicla la carta e c’è un leprotto». «Non era un leprotto….» «Ho fatto un esempio, lo so che non era così». «La nostra mostra è piaciuta anche a mio padre». «Prima avevamo fatto anche dei cartelloni. Nel primo cartellone c’erano le foto che noi facevamo il laboratorio della cartapesta perché non è proprio facilissimo fare la cartapesta, poi ci vuole molto tempo. Mia mamma non sapeva come si faceva. C’erano delle foto di tutti i bambini. Però non erano foto vere… Cioè, erano vere, le foto, ma dopo abbiamo fatto le fotocopie ingrandite e ritagliate in cerchio e le abbiamo colorate con i pastelli come volevamo, cioè erano delle foto colorate da noi». «Quella più grande, la foto più grande, era quella…. Era quella di E. che era al centro. Quella con E. e la bacinella per fare la cartapesta». «Io mi ricordo anche quando abbiamo fatto asciugare i fogli sullo stendino e dopo li abbiamo presi e scritti e fatto i disegni. Perché non è facile. I fogli erano molto sottili. Con il tratto ben ci veniva il buco, se non eri molto leggero». «C’è una mano che stringe una mano, ricicla la carta e il mondo è più sano: quello era l’ultima riga, anzi, era le due ultime righe della filastrocca». «I due ultimi versi». «Allora…. Allora la maestra mi ha chiesto perché il mondo è più sano se si ricicla la carta e io ho spiegato tutto. Cioè che la carta si fa dagli alberi. Allora, se tu ricicli la carta, tu dopo uccidi meno alberi e gli alberi sono più contenti». «Ma soprattutto gli alberi ci danno più aria buona. Ci danno l’ossigeno e perciò ci fanno migliorare a respira meglio, ci aiutano, per questo il mondo è più sano e anche noi siamo più sani, se ricicliamo la carta». «Che poi riciclare vuol dire usarla due volte o più».
E la festa?
«La festa non è stata una vera festa, come una di compleanno, ma ci siamo divertiti. Alla mattina abbiamo fatto il gioco dell’oca dell’ambiente». «Sì, il tabellone era come il gioco dell’oca, ma era quadrato, non a cerchio. Poi c’erano i numeri e i segnaposto da spostare e i dadi giganti e abbiamo giocato a tirare il dato e a rispondere alle domande sull’ambiente». «Però non vinceva la squadra che arrivava al traguardo per prima, vinceva quella che aveva fatto più punti, con più risposte giuste e noi non abbiamo vinto». «C’erano quattro squadre e noi abbiamo vinto. Io ero il portavoce della mia squadra». «A me è piaciuto il picnic nel giardino della scuola quando abbiamo mangiato all’aperto». «Miamma mi aveva preparato dei panini buonissimi. Anche a me è piaciuto mangiare così e non a mensa. Poi c’era il sole, è vero, c’era molto caldo, ma noi eravamo all’ombra». «Anche a me il picnic è piaciuto molto perché avevo portato come un asciugamano e mi sembrava di essere già su una spiaggia, solo che era verde».

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