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Una favola da Grimm

SEBASTIANO CANETTAgermania/berlino

Brucia il bosco delle favole dei fratelli Grimm, che poi è quello delle canzoni popolari che ancora si intonano nelle feste berlinesi. Va a fuoco il polmone verde dove andavano a respirare i “rinchiusi” di Berlino-Ovest circondati dal Mauro della Ddr, ma anche il giardino dei ricchi della «baraccopoli milionaria» descritto da Christopher Isherwood il secolo scorso; perfino «l’ultimo angolo di vera Germania» inventato dalla propaganda nazista. Da sempre la foresta di Grunewald è il luogo da sogno nell’immaginario collettivo tedesco.
E invece ieri è stato un incubo, con il passaparola che correva per la metropoli senza bisogno di conferme: la mega-nube bianca giganteggiava nel cielo sopra Berlino.
«C’è un enorme incendio alla Grunewald. Un’esplosione al deposito della polizia, dove stoccano le munizioni da smaltire» è la prima conferma ufficiale dei vigili del fuoco che da soli non ce la fanno e devono chiamare i panzer. “Leopard” versione carro-ponte del genio pontieri dell’esercito, perché Grunewald in fiamme significa che c’è da combattere una guerra vera. Mentre un ettaro e mezzo di foresta risulta già carbonizzato: migliaia di alberi secolari più la fauna protetta dall’epoca dei prussiani.
ESATTAMENTE lo sfondo da fiaba di Rapunzel che i berlinesi frequentano ogni fine-settimana: tremila ettari di boschi da perdersi solcati da una rete di sentieri e piste ciclabili a misura di famiglie, con i laghi balneabili e le aree naturali che si possono vedere solo da lontano perché la Grunewald è sempre parco nazionale del land. L’area con più cani per metro quadro al mondo, sempre per via della nota solitudine dei berlinesi della Germania-Ovest.
E LA FORESTA dà il nome anche al vicino quartiere e alla stazione ferroviaria, il rione dei ricchi-ricchi, ossia di quelli che hanno davvero montagne di soldi, non come i radical-chic di Prenzlauer-Berg. Non a caso i milionari hanno colonizzato lo spicchio più verde di Berlino fin dagli Anni Venti del secolo scorso. Le ville Jugendstil alternate a scatole trasparenti disegnate da Archistar ancora oggi fanno da contraltare ai palazzoni sovietici che già spuntano all’orizzonte nella vicina Potsdam, una volta nella grigia Ddr.
Eppure «la maggior parte delle famiglie berlinesi più ricche abita nel Grunewald. È difficile capire perché. Le loro ville - in tutti gli stili conosciuti di costosa bruttezza, che vanno dalla follia eccentrico-rococò alla scatola cubista con tetto piatto in acciaio e vetro - sono affollate in questa pineta tetra e squallida». Così Isherwood cent’anni fa sulla città-giardino affacciata sulla foresta, dove ieri le fiamme hanno distrutto un paio di campi da calcio.
«I quartieri vicini al bosco sono al sicuro. Però il deposito della polizia lì non ci doveva proprio stare». A dirlo non sono i soliti ambientalisti ma l’intero gruppo della Cdu al Parlamento di Berlino. La Grunewald non è una questione politica bensì il patrimonio pubblico inglobato nella “Grande Berlino” fin nel 1920, mica solo sotto il profilo catastale. Più estesa del Tiergarten che si snoda dopo la Porta di Brandeburgo, la grande «Foresta Verde» dell’Ovest è sempre stata un rifugio anche in caso di guerra, mentre fu assunta a simbolo dai Verdi ai tempi della denuncia delle piogge acide che stavano defogliando i boschi della Germania.
Ma nella Grunewald si trova anche il monumento più antico di Berlino: il Castello di Caccia costruito nel 1542; primo edificio della città oggi affollata dalle gru della speculazione immobiliare che risparmiano giusto la foresta. Per questo l’incendio preoccupa non poco la Fondazione dei castelli giardini prussiani che ha adibito lo “Jagdschloss” a museo.
SOPRA AL CASTELLO ieri volavano i droni dei pompieri e gli elicotteri della polizia, mentre le strade di accesso alla foresta come la linea della metropolitana erano bloccate per via delle fiamme letteralmente incontrollabili fino a una buona parte del pomeriggio. Il deposito di munizioni è risultato inavvicinabile per ore con l’appello ai residenti scandito pure con le auto-megafono: «Evitate la zona».
Tutt’altra atmosfera per il bosco con le radici ben piantate nell’anima dei berlinesi. Nessuno ufficialmente dice che la Grunewald brucia per colpa della polizia chi ha riempito di esplosivi un luogo culturale, naturale e ricreativo, ma la sindaca di Berlino, Franziska Giffey, ieri ha chiamato la Landespolizei per «capire se un sito del genere si trova nel luogo giusto»; in più la Grunewald sconfina anche nel Brandeburgo, per cui dirà la sua anche il premier Dietmar Woidke, partner nella comune Regione metropolitana.
E per fortuna che c’è il fiume Havel che lambisce il bosco per tutta la sua lunghezza: una fonte d’acqua inesauribile per i vigili del fuoco. La sola buona notizia dell’incubo delle bosco delle fiabe, che secondo i pompieri durerà giorni.

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