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LE LETTERE

AA. VV.ITALIA

A proposito della tornata elettorale
Mi lasciano perplesso le motivazioni per la richiesta del voto dalla mia parte politica, la sinistra. Tralascio il giudizio negativo sul governo Draghi. Sarebbe utile che almeno da sinistra si dicesse che non si è voluto cambiare la legge elettorale perché una legge proporzionale non avrebbe più consentito alle segreterie di partito come ai loro maggiorenti di comporre le liste con candidati graditi, che non si vuole portare a votare la massa degli astenuti perché ritenuti “non rilevanti” in quanto parte di una quota della popolazione che si è autoemarginata in seguito alla completa sottomissione agli “spiriti selvaggi” del liberalismo di chi dovrebbe rappresentare gli ultimi ed i fragili, come il nuovo nomenclatore li definisce. Non fa ben sperare quanto si vede e si legge intorno ad “apparentamenti tecnici”. Il Pd si sposta a destra e vorrebbe essere il perno di una “coalizione”(?) di centrosinistra. Da qui al 25 settembre cercheremo di orientarci. Grazie come sempre per l'attenzione, gentilissimo direttore, e cordiali saluti sino al prossimo incontro.
Angelo Fregni, Spilamberto


Adesione all'appello di Norma Rangeri
Sono un militante di sinistra da sempre, un'ex Rsu iscritto alla Cgil, ora iscritto al Partito democratico e all'Anpi. Vivo con strazio crescente quanto sta avvenendo in vista del decisivo appuntamento elettorale del 25 settembre. Lo spappolamento del campo democratico contro l'avanzata delle peggiori destre a cento anni dalla marcia su Roma evoca scenari foschi. E’ vero che la Storia non si ripete allo stesso modo ma non è detto, a questo punto, che possa ripetersi sotto forma di farsa. Occorre assolutamente fare nostro uno spirito ciellenista per cui faccio mio l'appello della direttrice Norma Rangeri. Sono angosciato ma disposto a mobilitarmi per difendere la Costituzione, per affermare un'idea di società solidale, giusta, autenticamente democratica e antifascista.
Lorenzo Buccino, Malo (Vicenza)


Giusta e tortuosa la strada rosso-verde
Caro manifesto, il 25 settembre rappresenterà una grande sfida soprattutto per i giovani elettori, molti dei quali avranno modo di esercitare per la prima volta il proprio diritto al voto per le imminenti elezioni politiche di quest'anno. A seguito dell'intermittenza pandemica, a tutti sarà finalmente spiattellata in faccia una grande verità: i grandi partiti rappresentano solo una faccia della medaglia politica, una possibilità tra tante altre che a volte non si conoscono o che paiono spesso circondate da una patina di pregiudizio che piuttosto che abilitare disabilita il giudizio elettorale. Il centrodestra è il solito centrodestra, tanto per utilizzare parole molto simili a quelle della Meloni, mentre Pd e M5S, ormai sulle orme della scia centrista (sulla quale opera lo stesso Calenda, seppure con fini differenti dai pentastellati), non lasciano trapelare cenni di progresso ed autoaffermazione. Per l'alleanza rosso-verde la strada, invece, è sicuramente tortuosa; i Verdi hanno una storia di successi ma solo esteri, quindi non ci resta che confidare nella buona democrazia del nostro Paese ed augurare agli elettori lucidità e ragionevolezza.
Sante Cristofaro (studente)


Ma dove stiamo andando?
Caro Manifesto, sono d'accordo con quanto scritto da Imma Barbarossa, nella lettera che avete pubblicato oggi. La Costituzione è in pericolo indipendentemente da queste elezioni. La corsa alle privatizzazioni e la mancanza di un programma politico per difenderla é preoccupante.
Silvia Cortesi


Appelli e speranze
Sfiduciato e rassegnato, ci aspetta uno schifo di campagna elettorale e seguito. Ho sempre più la sensazione che gli appelli servono a smarcarsi dai percorsi che si vanno formando tra i partiti, più che essere ascoltati.
Sono riuscito a trovare conforto nelle parole con cui ha concluso il suo intervento Paolo Bolognesi in piazza a Bologna: “… facendo la propria parte, se anche tutto sembrerà difficile, nulla sarà davvero impossibile “
Peppe Amato


Dove va Sinistra italiana
L'hanno scomodato nella sua nicchia parigina, uomo della provvidenza in tempi di uomini della provvidenza (Napolitano-bis, Mattarella-bis, Draghi), e lui non si è sottratto. Perché il Pd, defenestrato Zingaretti, il segretario/a tra i suoi quadri attivi non lo trovava proprio. E' venuto apposta, da lontano, e ha concluso l'opera; dopo Veltroni felice di perdere, dopo il flagello Renzi, dopo la legge elettorale oscena martellata a colpi di fiducia, dopo l'autonomia differenziata servita su un piatto d'argento il 28-2-2018, dopo il consenso all'amputazione del parlamento, ecco Enrico Letta, viso provvidenziale del Pd, trascinare il Paese nell'abisso. La Costituzione denudata, in balia di ogni assalto. Del resto il Pd è già stato fra i suoi sfregiatori e in tutte le acrobazie retoriche di questi giorni su alleanze possibili, auspicabili, perseguibili, opportunistiche. La parola Costituzione non è mai stata pronunciata. Neanche in risposta ai febbrili allarmi che fioccano su pagine e siti. E' mai possibile che Sinistra Italiana non trovi di meglio che aggregarsi a questa repellente coalizione?
Marco De Luca, Milano


Prima la difesa della Costituzione
Ritengo che, con le prossime elezioni, si rischi di aprire la strada a cambiamenti pericolosissimi della Costituzione.
Si pensi a quello che avverrà nei collegi uninominali se al candidato unico delle destre si contrappongono più candidati, del centrosinistra e della sinistra. Andiamo incontro alla vittoria certa di quel candidato unico e alla completa débacle di coloro che lo contrastano. Perciò occorre un accordo tecnico, che non significa alleanza programmatica, tra le formazioni del centrosinistra e quelle della sinistra. Il che non vuol dire rinunciare a portare avanti contenuti quali: il no alla guerra, una riforma del fisco in senso proporzionalmente progressivo, politiche del lavoro a vantaggio di chi lavora e non, sempre e comunque, delle imprese, effettive e incisive azioni riguardanti il clima e l'ambiente, decisi cambiamenti di rotta per quanto riguarda l'antirazzismo, l'antisessismo, l'antifascismo. Ma, qui e ora, si tratta di avere come punto principale la difesa della Costituzione, mantenendo così aperta la strada per intervenire con efficacia sui contenuti indicati in precedenza. É uno di quei casi in cui evitare il peggio si impone come una priorità.
Moreno Biagioni


A Fratoianni e Bonelli
Cari Fratoianni e Bonelli, concordo pienamente con le valide argomentazioni di Antonio Floridia (il manifesto del 4 Agosto), purtroppo sarà quasi impossibile fermare i caproni lanciati sull'orlo del baratro! L'ultima chance è proprio quella di Sinistra Italiana-Verdi, se portaste avanti una proposta ferma volta a riaprire immediatamente ai 5 Stelle e se l'asse CalendaLetta rifiutasse - sancendo così definitivamente la scelta suicida - dovreste presentarvi con la vostra fisionomia di Sinistra Ecologista Pacifista insieme ai 5 Stelle. Ritengo che questo Polo otterrebbe un risultato molto significativo mentre l'asse centrista-liberista, nonostante il grande dispiegamento di risorse dei poteri forti, non penso farebbe il boom, si configurerebbe come un "centrodestra di fatto" contro la Destra-Destra e contro i Progressisti.
La vittoria ovviamente sarebbe della Destra fascio-leghista – risultato già decretato a tavolino dalla fatwa lettiana che ha escluso dal “Campo Largo” una forza valutata del 10-11% e in crescita!- ma la Sinistra Ecologista e Pacifista sarebbe in piedi e anch'essa in crescita, contrariamente a quanto accadrebbe se si apprestasse a fare da foglia di fico al centrismo liberista.
Forza e coraggio Fratoianni e Bonelli: siete di fronte a scelte gravide di conseguenze, scegliete bene!
Marco Montemagni


Discorso del bivacco
Caro quotidiano comunista, alla Meloni consiglierei di preparare il suo discorso alle Camere sulla
falsariga del primo discorso parlamentare del presidente del consiglio Benito Mussolini, quello del bivacco. ("Potevo fare di questa aula sorda e grigia un bivacco di manipoli. Potevo. Ma non ho, almeno in questo primo tempo, voluto.").
Mattarella, se qualcuno lo inviterà a prendere posizione, potrà rispondere come Giolitti: "Questa Camera ha il governo che si merita".
Restando stabilito quanto scrisse Marx nel diciotto brumaio, sugli eventi che nella loro prima volta sono tragedia, e che nella ripetizione degradano in farsa. Fraternamente.
Mariano Guzzini, Ancona

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