VISIONI

Una breve filmografia, nel nome di Odisseo

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La città di Odessa porta il nome del più famoso dei viaggiatori. Non sono pochi i cineasti ad aver giocato con la sua dimensione suggestiva. Nel suo terzo e ultimo movimento, chiamato «nos humanités», il viaggio di «Film Socialisme» (Jean-Luc Godard, 2010) tocca sei città portuali fondatrici della cultura mediterranea, spingendosi, con Odessa, fino al Mar Nero. All'inizio della «Leggenda del pianista sull'oceano» (1998), Tim Roth è seduto sulla scalinata Richelieu. Un recente film di Valeriy Todorovskiy e Irina Tretyakova si chiama semplicemente «Odessa» e comincia con un'ondata di calore. È gelido invece il primo lungometraggio di James Gray, girato a New York in una comunità di ebrei ucraini di Brooklyn: «Little Odessa». C'è al contrario chi ne ha dissimulato l'identità per farla somigliare ad altre città: alla Parigi medievale (nell'adattamento sovietico de «I Tre Moschettieri»), a Budapest («Transporter-3»), a Chicago («Déjà vu»). Ma per tutti, Odessa rimarrà la città de «La Corazzata Potëmkin».

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