CULTURA

«Il giardino», soglia magica per viaggi nel tempo

ARIANNA DI GENOVAITALIA/ROMA

È uno dei personaggi letterari per eccellenza, quel locus amoenus che argina lo scorrere del tempo della quotidianità con le sue improvvise apparizioni, offrendo rifugio sentimentale alla memoria e una fresca ombra dove poter sprigionare, in tutta libertà, le proprie fantasticherie. Così, soltanto l’articolo e la parola Il giardino - come si intitola l’incantevole graphic novel di esordio della giovane autrice e illustratrice Sofia Cavallari (edizioni Npe, pp.88, euro 19,90) - evocano un germogliare di mondi che aprono le porte alla magia, sospendendo l’«illuminato ragionare» dell’età adulta.
DI CERTO, Cavallari avrà amato da bambina quel Giardino segreto di Frances Hodgson Burnett, posto appartato in cui riparare di fronte a paure e inconfessabili desideri, ricreando dentro di sé armonie perdute. Nella sua oasi verde, fra canneti di bambù, vegetazione spontanea, alberi secolari o piccoli arbusti si sperimenta la raffinata arte di coltivare lo spaesamento.
Nel suo libro, il giardino è uno solo, le epoche invece molte e in quella cronologia sfasata - che sempre lascia il posto all’incursione del sogno - compaiono Sara, Marco, Martina, Tiziana. E insieme a loro, una costellazione famigliare allargata, che va dalle appassionate amicizie adolescenziali (quelle delle lunghe promesse e poi degli inevitabili allontanamenti) alle figure dei nonni, anche quando loro «svaporano» mentre i nipoti si aggrappano ai ricordi più belli e agli insegnamenti seminati e poi raccolti in allegria.
PROTAGONISTI CON LORO, vagando tra presente passato e un futuro immaginato, sono gli alberi, quelli che l’autrice ha più volte incontrato sul suo percorso all’Orto botanico di Roma, o a Villa Celimontana. Qui svetta il cedro di una nonna dalla mente smarrita. La sua «corteccia somiglia alle mani degli anziani», custodisce intere sequenze di vite altrui ed è una specie di scrigno dell’anima, perché radicato nel parco vicino alla abitazione romana di Sofia Cavallari - città dove lei ha studiato per poi trasferirsi a Londra, completare il suo percorso e infine tornare, magari per nostalgia di quei nodosi tronchi un po’ fatati che hanno accompagnato la sua crescita.
Con il volteggiare delle foglie, fluttuano nel giardino di Sofia Cavallari voci, sguardi, presenze d’amore. Sono sempre sulla «soglia», pronte alla scomparsa eppure vivide, raccontano l’eterno ciclo della natura - anche umana - che si rinnova nella poesia dei piccoli gesti dell’esistenza.
La graphic novel sarà presentata il 13 giugno, alle 18.30, presso la Libreria Panisperna.

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