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Parliamo tra noi dell’agenda 2030

I bambini ci parlano
GIUSEPPE CALICETIITALIA

Nelle ultime lezioni di materia alternativa alla religione cattolica, abbiamo parlato di una cosa un po’ difficile: l’agenda 2030. Mi raccontate con parole vostre di cosa si tratta e cosa avete capito? «Non era difficile, maestro. E’ una cosa che si sono dati da fare i Paesi del mondo, alcuni Paesi o tutti i Paesi, non ricordo niente. Delle idee. «Degli obiettivi». «Si, degli obiettivi per migliorare il nostro mondo, la Terra, che sta sempre più soffrendo per l’inquinamento e per tutte le cose che fanno gli uomini». «Abbiamo studiato che lo hanno deciso nel 2015. Perciò hanno 15 anni di tempo. Ma non so se ci riescono tutti». «Perché loro dovrebbero fare uno sviluppo sostenibile, che poi è il contrario di insostenibile. Sostenibile, ci hai spiegato tu, vuol dire… Vuol dire che è uno sviluppo senza ferire la terra, senza inquinarla e rovinarla. Per avere un futuro migliore. Per stare meglio».
Allora, guardando anche il nostro libro, mi potete dire e vedendo i simboli degli obiettivi, spiegarmi bene di cosa si tratta? Cioè cosa rappresenta oni simbolo? Quale obiettivo?
«Il primo è la povertà. Vogliono sconfiggere la povertà. Cioè che al mondo non ci sono più troppi poveri e pochi ricchi. Ma per me è impossibile. Però forse nel mondo ci può essere un po’ di povertà in meno. Perché ci sono anche popoli che muoiono di fame da tanto che sono poveri. E muoio anche dei bambini». «il due è sconfiggere la fame. Cioè lo stesso motivo di prima. Perché tanta gente muore di fame e allora devono avere dei campi da coltivare, bisogna che imparino a fare l’agricoltura. Ma senza tagliare gli alberi per farci dei campi, perché anche gli alberi ci aiutano a vivere, a respirare». «Poi tutti dovrebbero avere la salute, anche i malati. Cioè, devono essere curati e stare un po’ bene anche loro. Invece ci sono dei paesi del mondo senza dottori e medicine». «Perché poi la Terra è come la nostra casa e perciò deve essere tenuta pulita». «Ah, il 4 è che ci vuole più scuola. Più istruzione. Perché in tanti paesi del mondo i bambini e i ragazzi non vanno a scuola non perché non vogliono, ma perché non c’è proprio la scuola, non ci sono i maestri e le maestre». «Poi c’è la cosa delle femmine e dei maschi, che devono essere considerati uguali. Cioè, diverse come corpo, ma uguale come pagamento del lavoro che fanno, se lavorano tutti e due uguali. Insomma, le femmine invece sono ancora considerate meno importanti dei maschi, come in passato. Poi c’è anche il femminicidio, cioè il fatto che se una donna lascia un uomo, lui la vuole uccidere. Non sempre, ma delle volte sì. Invece le donne abbandonate dal marito o dal fidanzato non lo vogliono uccidere, nessuna la vuole uccidere. Al massimo vogliono trovarsi un altro marito». «Poi l’acqua deve essere pulita, non inquinata». «E ci deve essere l’energia elettrica per tutti, in tutte le case. Ma non solo per la luce. Poi non solo l’energia elettrica, ma tutte. Anche il petrolio». «Poi non è possibile che ci sia un uomo ricchissimo e uno poverissimo che muore, uno con dieci case e uno senza casa. E’ un’ingiustizia». «Bisogna costruire anche nuove strade, nuove ferrovie per i treni, ma fatte bene, non come il ponte che è caduto a Genova». ««Anche le città devono essere migliori, più sicure e belle». «C’è anche la lotta contro il cambiamento climatico che crea gli tsunami». «Anche l’acqua non deve essere inquinata o i pesci e tutti gli animali muoiono». «Bisogna fare anche le cose insieme, non uno solo per conto suo». «Bisogna consumare le cose senza buttarle via». «Poi ci deve essere sempre la pace, non la guerra come sin Ucraina adesso». «Insomma, la vita sulla terra deve proteggere i campi e le città e tutti gli ambienti, cioè i luoghi della terra, perché siano migliore. Anche perché noi ci abitiamo e se facciamo dei luoghi sporchi ci sporchiamo e ci ammaliamo anche noi». Per voi noi uomini ci riusciremo a fare tutte queste cose? «No. Perché sono troppe cose da fare e c’è poco tempo». «Per me no. Ma forse nel 2150 ci riusciranno». «Per me i bambini e i ragazzi ci riuscirebbero subito, come Greta Tumberg, perché sono più giovani e tengono di più al loro futuro, i vecchi meno». «Ma dopo i bambini diventano vecchi anche loro e allora cosa fanno? Mah».

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