VISIONI

A Taranto torna il 1° maggio libero e pensante

CONCERTONE
STEFANO CRIPPAITALIA/taranto

Ci eravamo lasciati nel 2019: grande folla, scarica di adrenalina, mille musicisti sul palco. Poi il buio della pandemia che ha chiuso per due anni l’esperienza del 1 maggio a Taranto. Il Covid non se ne è andato. anzi alle preoccupazioni si è aggiunta quella del conflitto ucraino, ma la macchina dell’Unomaggio Libero e Pensante si rimette in moto. Una manifestazione interamente autofinanziata, creata dal Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti, un gruppo di operai e cittadini formatosi a seguito del sequestro degli impianti dell'area a caldo dell'Ilva nel 2012. «Ben prima della guerra - si legge nel documento politico degli organizzatori - le parole ’resilienza’ e ’ripresa’ del Pnrr hanno nascosto e continuano a nascondere scelte politiche ed economiche che assecondano la logica del profitto».
ANCHE QUEST'ANNO la direzione artistica è affidata a Diodato, Roy Paci e Michele Riondino, mentre a condurre la kermesse saranno Martina Martorano, Serena Tarabini e Andrea Rivera. Cast ricco, ancor più delle passate edizioni tanto da costringere i direttori artistici «a dire no, a malincuore, ad alcuni musicisti». Tra i big che saliranno sul Parco Archeologico delle Mura Greche: Gianni Morandi, Ermal Meta, Gaia, Zen Circus. Ed ancora: Giovanni Caccamo, Fabio Celenza, Cosmo, Calibro 35, Cor Veleno con i Tre allegri ragazzi morti, Don Ciccio African Party, Ditonellapiaga, Eugenio in via di Gioia, Francesco Forni, Med Free Orkestra con Fabrizio Bosso e Chiara Galiazzo, Melancholia, Erica Mou, N.A.I.P., Andrea Pennacchi, Giovanni Truppi, Margherita Vicario, 99 posse. Ma la musica mai come questa volta, servirà come amplificatore alla voce degli attivisti. «Da sempre l'Uno Maggio Libero e Pensante - hanno ribadito Riondino, Paci, Diodato - oltre a denunciare situazioni insostenibili e inaccettabili costruisce ponti, abbatte barriere, cancella confini, crea coesione, comunità e punta a cambiare la narrazione non solo di una città ma del Paese tutto». S.Cr.

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