VISIONI

«Black Radio III», un pianoforte sui sentieri proibiti dell’r’n’b

ROBERT GLASPER
STEFANO CRIPPAUSA

Peccato che le date italiane previste tra fine marzo e inizio aprile (Monk di Roma, Lokomotiv di Bologna e Supermarket di Torino) siano state cancellate, perché l’esperienza dal vivo con la musica del pianista, compositore e arrangiatore americano Robert Glasper è esperienza unica. Come dimostra anche il nuovo album appena pubblicato, il terzo capitolo della «saga» Black radio che si palesa nove anni dopo l’uscita del secondo. Esperimento nato per avvicinare gli umori del jazz alla scena contemporanea, grazie al tocco del suo piano presente in tutte le tracce creando atmosfere uniche fondendosi con r’n’b, rap ed elettronica.
TANTI i rapper presenti nel disco: Common, Q-Tip, Ty Dolla Sign, D Smoke, Killer Mike, Big K.R.I.T. Grazie a lui e ai suoi esperimenti, il jazz è tornato a far capolino nelle produzioni hip hop - Glasper ha contribuito al capolavoro di Kendrick Lamar del 2015 To Pimp a Butterfly - così come alle registrazioni chiave di Martin, Kamasi Washington. Ma non si tratta solamente di un ritorno su territori già frequentati, Black Radio III mantiene la stessa energia vitale del primo. E con qualche sorpresa, come Esperanza Spalding che canta in francese su While We Speak, mentre a chiudere il progetto è la voce straziante di Meshell Ndegeocello. E c’è perfino una rilettura di un classico dei Tears for Fears, Everybody Wants to Rule the World. A interpretarla Lalah Hathaway. Cosa volere di più?
S.Cr.

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