CULTURA

Una corrispondenza intrisa d’amore e tempesta

ARIANNA DI GENOVAfrancia

«Mogliettina mia, noi non siamo fatti per questa città qui (Tolosa, ndr). ti porterò in paesi bellissimi dove resta ancora un po’ di mistero. E dove la sera è veramente fresca come un letto e distende i muscoli del corpo. E dove si addomesticano le stelle. ti ricordi quella che non abbiamo addomesticato, che aveva un occhio da strega e un modo tutto suo di pietrificarti il cuore? Lì non andremo più».
SCRIVE COSÌ nel luglio del 1931 a Consuelo, la «piuma d’oro», Antoine de Saint-Exupéry, «Tonnio» o «Quetzal». E in un’altra lettera, da Casablanca, Consuelo a lui: «È una notte molto pesante. Penso di averla ingoiata tutta intera, perché ho il cuore grosso e faccio fatica a respirare». Intanto, scruta i cieli dove sente rombare il motore dell’aereo e riversa su quei fogli anche la sua infelicità costellata di solitudini («sbiadisco come la memoria perduta»). E Antoine risponde, la corteggia, va in collera quando Consuelo si eclissa, cura le sue ferite da incidenti di volo, disegna e descrive stati d’animo e paesaggi. La coppia letteraria (nata in America Centrale, Consuelo Suncín Sundoval è giornalista, scrittrice e artista: sarà lei la rosa del Piccolo principe) affronta la vita come un vulcano con due crateri in ebollizione continua, accettandone le inevitabili scottature.
PARTE DELL’EPISTOLARIO e dei biglietti che Saint Exupéry inviò alla sua musa e compagna tra il 1931 e il 1943, sono andati in asta da Christie’s prima nel 1984 poi nel 2015, ma ora tornano in questa raccolta della loro corrispondenza amorosa - e tempestosa - pubblicata in Italia da Donzelli e in Francia da Gallimard.
Antoine de Saint Exupéry e Consuelo de Saint Exupéry, Il principe e la rosa. Lettere d’amore 1930-1944 (pp. 304, euro 26, a cura di Alban Cerisier, traduzione di Lila Grieco, con la prefazione di Martine Martinez Fructuoso e di Olivier D'Agay, pronipote dello scrittore) è un libro prezioso, un carteggio che attraversa 14 anni, dal loro primo incontro a Buenos Aires nel 1930 fino al 1944, quando Antoine «evaporò» nella baia di Marsiglia. Un libro che scorre sotto gli occhi come fosse una lanterna magica grazie alle fotografie, i manoscritti, le cartoline e i bellissimi disegni.
a. di ge.

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