CULTURA

Dalle pioniere alle visionarie

ARIANNA DI GENOVAMONDO

Un cofanetto agile, quasi tascabile, che racchiude una lunga e avventurosa storia camminando attraverso i secoli e costellandoli con un firmamento di immagini sorprendenti. È quello che pubblica Contrasto, nella collana Fotonote, dedicandolo alle Donne fotografe. Tre volumi (ognuno di 144 pagine, con 65 foto in b/n, presso complessivo 42 euro) «sfogliano» gli sguardi femminili sulla realtà.
Nel 2017, facendo un bilancio sulla storica collana Photopoche – Fotonote nella versione italiana edita, appunto, da Contrasto – Robert Delpire dovette convenire che su una produzione di oltre 150 volumi che disegnavano le biografie dei più grandi maestri dell’obiettivo, le fotografe scarseggiavano. Così, per colmare un vuoto culturale è nato il progetto di Clara Bouveresse, storica della fotografia, e di Sarah Moon, fotografa e vedova di Delpire. Da qui, il lungo racconto che coinvolge le autrici più significative. Quelle che hanno gestito studi, depositato brevetti, circumnavigato il mondo, sperimentato linguaggi, affermato se stesse nell’arte del ritratto, del fotomontaggio d’avanguardia, della moda e del reportage.
La trilogia di Donne fotografe apre il viaggio conoscitivo sulle «Pioniere» (1851-1936), intraprendenti sperimentatrici e viaggiatrici come Julia Margaret Cameron, Claude Cahun (surrealista e performer), Imogen Cunningham (che immortalò la natura e poi musicisti, danzatori, artisti e scrittori: Imogen Cunningham: A Retrospective è la pubblicazione del Getty a cura di Paul Martineau) o Tina Modotti.
Il vagabondaggio continua con le «Rivoluzionarie» (1937-1970). Hanno documentato conflitti bellici e momenti sociali esplosivi come Margaret Bourke-White (in mostra al Museo di Roma in Trastevere fino al 27 febbraio 2022 con oltre cento immagini), Lee Miller, Gerda Taro (che perse la vita in Spagna durante la guerra civile a soli 26 anni; il suo ritratto nel romanzo La ragazza con la Leica di Helena Janeczek, Guanda), Diane Arbus, Eve Arnold o Vivian Maier (su di lei il documentario Finding Vivian Maier di John Maloof e Charlie Siskel del 2013).

Il terzo volume è tutto per le «Visionarie» (1970-2010), artiste che mixano fotografia, installazioni e video, interrogandosi e giocando intorno ai concetti di realismo e finzione, come Cindy Sherman, Sophie Calle, Francesca Woodman, Shirin Neshat. La selezione, scrive comunque Clara Bouveresse, è «destinata ad essere ultimata, rimessa in discussione, estesa». È intanto un’«alba» che promette di gettare luce su un nuovo orizzonte.

a. di ge.

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