COMMENTO

Battaglia giusta, scontro di potere

Politica spettacolo, Fedez versus Salvini
DANIELE VICARI ITALIA/ROMA

C’è una antica querelle a sinistra, che vede eternamente contrapposti i diritti civili ai diritti sociali. Ieri Fedez l’ha involontariamente rinverdita, perché con il suo fragoroso sostegno alla legge Zan ha contribuito ad oscurare le questioni del lavoro.
Essendo il concerto del 1 maggio dedicato al lavoro si deve ammettere che questo in qualche modo è un problema. Ma che tipo di problema è?
Diciamo che in una logica “novecentesca” i cantanti e gli artisti si prestavano volentieri a fare da supporto “politico” e “ideologico” ad una serie di lotte sociali, a volte relative a diritti socio assistenziali come quello della casa, del lavoro, della sanità. Altre volte in occasione di battaglie per i diritti “civili” come l’aborto, il divorzio ecc ecc. In quel tempo passato c’erano i partiti politici e i movimenti che garantivano il fatto che ciascuna battaglia non divenisse settoriale e frammentaria. Oggi non è più così.
Diciamo che se oggi inviti a festeggiare la ricorrenza del primo maggio una serie di milionari, come spesso sono le star, il rischio della contraddizione diventa una certezza. Tra l’altro l’ansia di “controllo” dei contenuti da parte della tv e dei sindacati, si scontra con un dato oggettivo che ieri è esploso in faccia a tutti i bene-intenzionati (Rai-Cgil-Cisl-Uil) come ai male-intenzionati (Salvini-Lega-Fdi ecc). Ma di "San-Francesco", cioè poverelli molto conosciuti, non ce ne sono a cui fare ricorso, quindi ben vengano i milionari, che se sono di talento e hanno qualcosa da dire anche con la musica arricchiscono la nostra vita a prescindere dal denaro.
Certo, le star che si prestano gratuitamente a fare da cassa di risonanza all’uno o all'altro evento, non solo non hanno alcuna voglia di fare le belle statuine, ma in alcuni casi sono delle potenze economico-mediatiche che non hanno alcun bisogno di farsi vedere in tv.
La libertà di cui ha potuto godere Fedez, è la stessa che moltissime persone praticano regolarmente sui social, moltiplicata molte milioni di volte dalla platea immensa di follower che lo seguono e lo adorano come un Dio in terra. Per esempio Salvini pare non averlo messo in conto facendo un video “preventivo” prima della messa in onda, infatti è stato travolto dal mezzo stesso che ha utilizzato, perché Fedez e la Ferragni se decidono di distruggere mediaticamete Salvini possono farlo in due o tre mosse. È una lotta “tra poteri”. Ma come ha capito il direttore degli Uffizi, questo è il mondo in cui siamo immersi e loro sono i nostri eroi, anche se storciamo il naso o altezzosamente ci sentiamo migliori di loro.
In questa dinamica “di potere” per una volta basata su una battaglia condivisibile, si rischia assai facilmente di perdere di vista l’oggetto stesso della battaglia, per un motivo molto semplice: chi è in grado di fare “la sintesi” e condurre in porto provvedimenti efficaci e risolutivi? Da questo punto di vista si rischiano cocenti delusioni.
Negli Stati Uniti una serie di movimenti hanno portato Biden alla vittoria alle elezioni, e ora Biden, con grande sorpresa di tutti, e smentendo i nostri editorialisti che hanno fin da subito puntato sul suo “moderatismo”, parla e soprattutto agisce come fosse Sanders: vuole un reddito universale e un salario minimo; vuole una sanità universale e l’intervento dello stato in economia; vuole tassare le rendite e i redditi delle multinazionali; vuole parità di diritti tra donne e uomini e bianchi e neri.... ma come mai? I democratici americani non sono mai stati così “a sinistra”. Ecco, una delle spiegazioni possibili è che i vari movimenti femminili con il metoo, i movimenti giovanili tipo occupy wall street, black lives matter ecc hanno contrastato Trump e costretto i democratici a modificare le politiche liberiste che da Clinton in poi li hanno caratterizzati.
In sintesi: Fedez ha dato una svegliata al dibattito pubblico farlocco che serve solo a distrarci dalla “gestione reale del potere”. Ma se anche venissero fuori 1000 Fedez, in assenza di movimenti politici seri e organizzati e/o partiti che facciano davvero le battaglie che enunciano, produrrebbero solo un aumento di ricchezza e di “potere” della star, per quanto bene intenzionate siano.

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