VISIONI

Il nuovo teatro nella Corte Ospitale

Un antico chiostro lungo la via Emilia diventa spazio di «resistenza» per un gruppo di artisti
LUCREZIA ERCOLANIITALIA

«È un chiostro magnetico, attraversato da un’energia trasformativa». Così Giulia Guerra descrive La Corte Ospitale, lo spazio di residenza e creazione artistica da lei diretto, un tempo luogo di ristoro per i pellegrini in viaggio lungo la Via Emilia. Il complesso architettonico costruito nel XVI secolo è stato adibito allo scopo attuale venti anni fa, grazie ad un restauro voluto dal comune di Rubiera, cittadina di quindicimila abitanti situata nel comune di Reggio Emilia.
Laddove anticamente si condividevano giornate di raccoglimento e preghiera, oggi gli artisti hanno a disposizione quattro sale prove per lavorare e settanta posti letto. Un unico spazio per la mensa permetteva però, prima della pandemia, di trovare nei pasti un’occasione per il confronto e lo scambio tra le diverse compagnie ospitate. Un luogo di ritiro dunque, che sa però aprirsi anche al pubblico durante l’estate, quando il chiostro accoglie spettacoli teatrali sotto le stelle nell’ambito della rassegna «L’Emilia e una notte». D’inverno le rappresentazioni vengono proposte invece al Teatro Herberia nel centro di Rubiera, la cui gestione è affidata sempre a La Corte Ospitale.
UN’ALTRA FUNZIONE importante è poi quella della produzione, con alcuni artisti associati stabilmente — Danio Manfredini, Giuliana Musso, Oscar De Summa — e altri che vengono sostenuti in maniera più occasionale. Un punto di forza sono poi i programmi per le giovani generazioni, sempre più ricchi e articolati. Il primo, «Forever Young», è giunto alla sua quarta edizione e coniuga la vocazione residenziale con quella di centro di produzione, selezionando cinque compagnie under35 a cui viene offerto un periodo di ospitalità. Il lavoro svolto viene poi preC’è poi «S-corte», sentato al pubblico e ne viene infine scelto uno, che riceve un budget e viene accompagnato alla realizzazione.
rivolto ai giovani spettatori, che hanno la possibilità di seguire da vicino lo sviluppo produttivo di uno spettacolo, con la guida di un critico teatrale. Concetto che ha dato vita anche ad un progetto Erasmus per il quale il prossimo autunno diversi studenti e studentesse stranieri verranno ospitati in residenza per seguire il lavoro della compagnia Sotterraneo. La novità di questa estate è infine BLOOM!, un summer camp condotto da Leonardo Lidi dedicato ad allievi e ex-allievi delle accademie, la cui chiamata scade il 29 aprile.
UNA SPECIFICITÀ de La Corte Ospitale, che la distingue da altri luoghi per la creazione, è uno stretto rapporto con la critica teatrale. «Sono relazioni nate dal fare» racconta Guerra, ma possiamo immaginare che l’apprezzamento sia motivato dal lavoro a tutto tondo dedicato alla ricerca teatrale. Un’azione costante, a cui non appartengono proclami altisonanti, per la quale lo spazio ha ricevuto il Premio Hystrio ANCT (Associazione Nazionale Critici di Teatro) del 2020. L’emergenza sanitaria ha naturalmente imposto delle limitazioni, alcune attività per il pubblico sono state proposte online, tra le quali «Rosa. Coltiviamo bellezza», un ciclo di incontri organizzato subito prima della riapertura della scorsa estate per chiedere agli spettatori di rispondere alla domanda su quanto fosse necessario, per loro, il teatro.
«CE LO SIAMO chiesti tutti in quel periodo, artisti compresi. Ne è scaturito un contatto forte e autentico con gli spettatori, penso che ora siano in grado di proteggerci molto di più, di capire che noi abbiamo bisogno di loro e viceversa», sostiene Guerra. Dopo ulteriori mesi di chiusura la questione è ancora attuale ed è inutile rimarcare che, se la funzione della Corte fosse ancora quella religiosa, i suoi spazi sarebbero fruibili dai più. Nel frattempo il chiostro continuerà ad essere luogo di raccoglimento per i moderni «pellegrini della cultura», i teatranti.

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