VISIONI

Beat, synth e drum machine: il duo urticante sulle Twin Towers

POST PUNK
LUCA PAKAROVITALIA

Che la quarantena potesse sviluppare ogni tipo di produzioni artistiche era chiaro sin da subito. Che non tutte avessero un senso, lo si poteva intuire sin dalle prime avvisaglie in streaming. Ma dal mazzo escono delle piccole chicche come i Twin Towers con l’ep Chaos & Banana. Un duo urticante di stanza nelle colline marchigiane ma attivissimo nei torbidi anfratti dell’underground, con Vanni Fabbri (La Tosse Grassa, Dj Smega) e Michele Caserta (Drama Emperor, PicNic) che si cimentano in un post-punk decisamente scarnificato e spinto in direzione di un industrial primordiale, dove alienazione e veleno filtrano attraverso voce, drum machine, sequencer e synth.
SEI TRACCE esplosive che si aprono con l’incendiaria (e tamarra) Umbrella, l’acida Big Mama, il pop insofferente di The Joyful City, la tensione ritmica di Sato Sato, cover dei DAF. Il naufragio i questa intrigante rock band è completo sulle rarefatte note e i ronzii della psicotica title track. Il disco verrà vietato per ragioni di ordine pubblico, d’altronde si sono battezzati come uno dei simboli del potere occidentale. Abbattuto.

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