VISIONI

Stravinsky «pop star» per il ritorno degli Sparks

«A STEADY DRIP, DRIP, DRIP», L’ALBUM DEL DUO CALIFORNIANO
CECILIA ERMINIusa



IICon una carriera che dura da oltre cinque decenni, i poliedrici fratelli Ron e Russell Mael, alias Sparks, sorprendono ancora una volta per originalità e freschezza. Sulla scena dal 1974 – con la pietra miliare Kimono My House – il duo californiano più queer e prolifico di sempre torna a tre anni di distanza dal precedente Hippopotamus con A Steady Drip, Drip, Drip. Uscito in digitale lo scorso maggio – e in forma «fisica» il prossimo 3 luglio – il disco è una mappa sonica divisa in 14 tappe, più variegate di uno spettro cromatico. Famosi per la loro eccentricità, sempre innovativa e mai fine a se stessa, gli Sparks, fin dal titolo – strambo e onomatopeico – del loro 24esimo album sembrano abbandonarsi a una sorta di «gocciolamento» musicale. Che altri non è che una metafora visiva delle caleidoscopiche influenze che da sempre innervano il loro tessuto musicale. Dall’amore per i musical e l’opera rock come Jesus Christ Superstar – nella traccia The Existential Threat – alle chitarre sporche di Joan Jett in I’m Toast. Pop, rock, synth-pop, dance, art-rock. Non esistono preconcetti e generi minori mentre i testi, che come d’abitudine sembrano usciti dal cassetto di Cole Porter, sposano con grazia il non-sense alla denuncia sociale.
IL TUTTO su un tappeto di melodie memorabili, minimaliste, spesso basate su scale sovrapposte e sovrastate dalla sempreverde voce di Russell Mael. Ancora in grado di raggiungere quel falsetto intenso e quasi schizofrenico vero e proprio marchio di fabbrica della band. Sainthood Is Not In Your Future ribolle di synth anni 80, Pacific Standard Time è una ballad anni 70 con un tocco elettronico alla Giorgio Moroder. Non mancano sapori latini, Left Out In The Cold (e il suo buffo ritratto di un uomo che per lavoro testa il confort degli abiti prodotti da Uniqlo) e l’esilarante Stravinsky’s Only Hit che con adorabile ironia dipinge il compositore classico come una pop star «one hit wonder». Una raccolta da spulciare in ogni minuscolo anfratto musicale, in attesa, spasmodica, di risentire gli Sparks nel prossimo film di Leos Carax.
IL GRANDE regista francese infatti - per il suo musical Annette con Adam Driver e Marion Cotillard – ha scelto proprio i fratelli Mael per comporre la colonna sonora della pellicola. «È diverso da un normale film musicale» ha dichiarato Ron Mael «proprio come ci si potrebbe aspettare da due come noi».

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