CULTURA

A lezione di paura e sano ottimismo

Letture per affrontare la quarantena delle amicizie tra le pareti di casa
ARIANNA DI GENOVAITALIA

Il terrore e lo sconcerto di vedere piombare i marziani al Trullo, quartiere di Roma, Gianni Rodari l’aveva esorcizzato con una gigantesca torta spaziale che precipitava giù dal cielo. Alla fine, ce n’era per tutti e via con una grande abbuffata collettiva. Ma se in questi giorni di reclusione domestica forzata, lo spavento non lascia lo stomaco dei più piccoli e lo continua a stringere in una morsa, c’è un metodo infallibile per guarire: la fantasia dark di Edgar Allan Poe può spostare l’angoscia da coronavirus su altri scenari. Come insegna ogni fiaba che si rispetti, la vita è piena di insidie, che per fortuna possono diradarsi a colpi di intelligenza e spade di eroine ed eroi. Non sempre, però, tutto va bene. E fra il sogno e la realtà, questo dormiveglia un po’ spettrale si rivela essere l’occasione giusta per affidarsi al maestro del brivido, offerto dalle edizioni Gribaudo - in una selezione di storie, adattate da Valentina Camerini e illustrate da Elena Bellotti (I racconti di Edgar Allan Poe per bambini, pp. 224, euro 12,90).
Se la Maschera della morte rossa ha come protagonista una pestilenza di altri tempi e il volgere del gaudente mondo di corte in un ballo apocalittico, il Manoscritto trovato in una bottiglia avverte che ci sono epoche in cui è meglio non viaggiare e starsene a casa: basti leggere quel che viene scritto dal naufrago a largo di Giava, prigioniero di un vascello fantasma votato alla deriva. Poe va comunque letto alla luce del giorno e ai figli sedotti dall’horror, poco impressionabili.
PER GLI ALTRI, l’oceano come distesa mitica dell’imprevedibile e pauroso destino può cedere il passo agli sconfinati deserti del selvaggio west. È Rodari a regalare ai ragazzi questo spostamento poetico e lo fa con il suo Pianoforte Bill (una delle Novelle fatte a macchina che assume la sua autonomia nella riproposta di tutto il catalogo rodariano - per festeggiare il centenario - che meritoriamente sta pubblicando Einaudi Ragazzi con Emme e El). Vi si narra di un cowboy, musicista appassionato fra le sabbie rosse e le rocce dei Monti della Tolfa (in sostituzione di quelle remotissime d’America): suona Mozart e Bach, ha un cavallo bianco e combatte contro uno sceriffo cattivo. Anche il pianoforte sa cavalcare - d’altronde, non potrebbe seguire altrimenti il suo padrone - però sfoggia un destriero tutto nero. A disegnare le avventure di questo strampalato western è Manuel Fior, per Emme edizioni (euro 14,90).
Mentre poi i grandi e immortali classici trovano una nuova cura editoriale «a leggibilità facilitata» con Il battello a vapore - da Pinocchio a Il richiamo della foresta fino a I viaggi di Gulliver di Jonathan Swift - altri personaggi storici tornano a fare capolino fra le pagine, ma rovesciando le fiabe conosciute. È il caso del romanzo Cenerentola libera tutti di Rebecca Solnit (Salani, pp. 72, euro 12,90, illustrato con le silhouettes acquerellate dell’inglese Arthur Rackham, che si occupò anche delle fiabe dei fratelli Grimm). La scrittrice americana, critica d’arte e attivista Solnit aiuta la ragazza sfortunata verso la quale tutti abbiamo provato empatia (e qualche punta di rabbia) a cambiare atteggiamento così da poter partecipare più attivamente alla vita. Cominciando da dove? Dal principio di scelta.
C’è anche La strana storia di Cappuccetto Blu, nuova eroina plasmata sull’antica, uscita dalla penna di Guia Risari (per Settenove edizioni, pp. 40, euro 17, disegni di Clémence Pollet). Il blu al posto del rosso spariglia le carte e ai piccoli lettori e lettrici appare una bambina audace, che certo non si lascia ingoiare dal lupo, ma lo sfida a un gioco. In fondo, neanche la belva è così selvatica. Basta imparare a conoscersi l’un l’altra.
Una degna sorella di Cappuccetto Blu è la ragazzina che guida le avventure di La bambina e il lupo, riproposto da Topipittori in questa primavera 2020 insieme ad albi esauriti e fuori catalogo: è una Cappuccetto rosso reinventata da Chiara Carrer su testo, rivisitato, di Paul Delarue.
NON RIESCE SEMPRE a spuntarla su tutto pur se non si perde mai d’animo e calvalca il suo coraggio, La bambina di vetro (sempre Topipittori, pp. 32, euro 20). Pubblicata per la prima volta in Francia nel 2002, ispirata a Giacomo di cristallo di Gianni Rodari. torna sulle ali della fantasia di Beatrice Alemagna. Un giorno, tra Firenze e Bilbao, nacque Gisèle, una creatura trasparente, che «brillava, scintillava, si confondeva con gli oggetti, cambiava colore al tramonto e sotto il sole si trasformava in mille riflessi». Tutti potevano leggere i suoi pensieri e lei non aveva un guscio di protezione dove rifugiarsi, fragile com’era. Tanto delicata che qualsiasi emozione riusciva a incrinare il suo corpo. Scelse la fuga da casa per avventurarsi nel mondo, ma alla fine quella verità rivoluzionaria che le si «leggeva nella testa» non piaceva a nessuno e lei veniva evitata da tutti. Meglio quindi fare marcia indietro e affrontare la propria esistenza senza più necessità di fuga, imparando a convivere con se stessa e le proprie difficoltà.
FRA LE IRRIDUCIBILI, troviamo anche Marianna, la protagonista della storia La voce di carta (Mondadori, pp. 192, euro 16) di Lodovica Cima. Con una moviola temporale, si vola in una sera di ottobre di fine Ottocento: Marianna lascia la campagna e il duro lavoro a cui è abituata per andare a svolgere il suo nuovo mestiere in una cartiera a Lecco. La vita si scompagina, ma lei imparerà a essere indipendente, a istruirsi e, in primo luogo, a seguire l’estro del suo desiderio.
Una lezione di ottimismo è quella che impartisce pure Dani, la piccola protagonista del libro La mia vita felice (Il Castoro, pp. 140, euro 12, illustrazioni di Eva Eriksson) della svedese Rose Lagercrantz, per la quale «ogni libro è come un messaggio chiuso in una bottiglia e lanciato nel mare». Quando Dani non riesce a prendere sonno, ripassa a memoria ogni attimo gioioso della sua esistenza. E nel momento in cui le cose diventeranno meno semplici da gestire, quella pratica del buon ricordo diverrà l’ancora di salvezza.
Per rischiarare le giornate e riflettere con ironia sui rapporti fra sessi c’è poi la fumettista inglese Mel Elliott: riappare allegramente fra i tipi di De Agostini, dopo il provocatorio e tenero La bambina con due papà. Questa volta presenta Proprio come una femmina (pp. 40, euro 12,90), storia dove Pearl è alle prese con un cambio di scuola e le canzonature di un nuovo compagno. Se la caverà a meraviglia.
Infine, un campione di illustrazione: André François che racconta i malanni di stagione non pericolosi (I raffreddori, Orecchio Acerbo, pp. 84, euro 10). Pittore, scenografo, illustratore, pubblicitario e autore di libri, François è morto a 90 anni nel 2005. Le lacrime di coccodrillo, del 1969, è il picture book-capolavoro uscito dal suo studio.

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