VISIONI

Chitarre noise dentro la grande cattedrale

ROCK
LUCA PAKAROVITALIA

Non è mai un album facile quando ci si avvicina all’underground più denso, figurarsi quando a pubblicarlo è il francese Amaury Cambuzat, già leader degli Ulan Bator e chitarrista di una delle band cifra dal kroutrock come i Faust. I Feel Like A Bombed Cathedral è il nome del suo ultimo progetto solista, uscito ora con l’album Rec. Requiem. Nella cover una crocefissione rovesciata, nelle tracce i primi due brani sono ipnotici e visionari, prendono spunto dal post rock in una cornice noise/sperimentale e diventano altro, si materializzano in qualcosa di informe, dilatato eppure energico, come potrebbe essere un approccio contemporaneo.
QUATTRO tracce dal lungo minutaggio e che sembrano essere il frutto del disagio emotivo che può provare oggi un vecchio saggio di fronte alla modernità, dove la chitarra di Cambuzat è un medium sovrannaturale che parrebbe pronta a far partire un viaggio psichedelico, prima di virare verso cupe ambientazioni dark. Dicevamo, non è per tutti ma se questo album stimolasse la curiosità verso gli Ulan Bator anche di un solo ascoltatore che non li conosce, sarebbe già più che utile.

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