POLITICA

Sbarchi, al via la missione militare

LAMPEDUSA - Alfano blinda la Bossi-Fini. E Letta si adegua: vorrei abolirla ma siamo una coalizione
FAZIO LUCA,

Ci eravamo abituati al peggio, e invece il peggio doveva (deve) ancora venire. Una volta le destre che a turno sbandieravano il loro esplicito o velato razzismo dovevano perlomeno strumentalizzare un «orribile» fatto di cronaca. Oggi non serve, adesso hanno il coraggio di tornare in piazza - o argomentare ai convegni - senza nemmeno tirare in ballo l'allarme sicurezza. Lo fanno perché sono fatti così, sono un po' razzisti, o semplicemente spietati, anche mentre le persone continuano ad affogare e nel canale di Sicilia si contano i morti. E con la parte più presentabile di costoro bisogna governarci insieme, intende dire Enrico Letta quando ammette che se fosse per lui, da cittadino, abolirebbe la Bossi-Fini. Peccato per lui, e per tutti, se invece è «solo» il presidente del consiglio.
Così, di contorno, c'è la Lega che organizza un corteo a Torino, protetta dai poliziotti in assetto di guerra per tenere a bada alcune centinaia di antirazzisti dei centri sociali. E' uno show come ai vecchi tempi per difendere i poveri italiani e ribadire, tra una goliardata e l'altra, che la Bossi-Fini non si tocca. Il solito Borghezio impazza e la «gente» si diverte: «Non devono chiamarsi migranti, ma ignoranti briganti». L'occasione è ghiotta, hanno portato anche il vecchio leader di tante miserevoli battaglie, Umberto Bossi, ma il succo della questione viene distillato da Roberto Maroni che si permette di dare un suggerimento all'amico Angelino: «La sinistra vuole fare una cosa ideologica, modificare la Bossi-Fini, è una sciocchezza. I clandestini si possono fermare e al ministro Alfano dico che se non sa come fare può farmi una telefonata così glielo dico io». Non c'è bisogno, i due si intendono.
E deve essere un bel problema per il partito di Epifani e Renzi, perché mentre la Lega sta all'opposizione è il Pd che si trova invischiato nelle larghe intese che non contemplano alcuna revisione della Bossi-Fini. Altro che abrogazione. Lo ha ribadito ancora una volta il ministro Alfano proprio ieri in un convegno a Prato, mentre Maroni a Torino arringava i suoi amici razzisti: «Occorre fermare subito i mercanti di morte. Non si può immaginare di risolvere il problema solo accogliendo, perché in mare, prima dello sbarco, c'è il rischio che ne muoiano tantissimi. Abolire la Bossi-Fini è una declamazione demagogica. Non è che abolendo la Bossi-Fini si salvano i morti nel nostro mare. Gli immigrati continuerebbero ad arrivare in modo illegale». Illegali, come se le leggi odiose piovessero dal cielo. Alfano un'idea originale ce l'ha, anche se il suo fallimento è storia di sempre e non solo di questi giorni: «Noi dobbiamo bloccare lì il traffico di esseri umani facendo tutte le azioni e anche dicendo Se voi Paesi del nord Africa volete i soldi dell'Europa, se volete la collaborazione internazionale, noi condizioniamo questo nostro aiuto al fatto che voi diate una mano d'aiuto nel bloccare i mercanti di morte e il traffico di esseri umani».
Siccome questi argomenti mettono la parola fine a tutti i buoni propositi dei lacrimevoli esponenti del centrosinistra che mentre le persone affogano si trovano al governo con Alfano, nemmeno si può dare troppo credito al ministro Cecile Kyenge quando dice a Rai3, da Fabio Fazio, che la Bossi-Fini va rivista. Eccome no. I più fiduciosi possono allora far finta di aggrapparsi alle parole pronunciate da Enrico Letta che ieri è stato intervistato dal direttore de la Repubblica: «Da cittadino e da politico abolirei la Bossi-Fini e ho sempre ritenuto sbagliato il reato di clandestinità, ma siamo una grande coalizione nella quale è normale ci siano delle contraddizioni». Vorrebbe tanto, ma non può proprio. Nel frattempo, i fans della grande coalizione possono accontentarsi di una «missione umanitaria italiana navale e aerea che dovrà rendere il Mediterraneo il mare più sicuro». Ma comunque, garantisce Letta, il governo discuterà di tutto. Con Angelino Alfano, e probabilmente senza irritare troppo le opposizioni che in piazza, o sul blog, stanno sfoderando il peggior armamentario per respingere i «clandestini». Vivi e morti.

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