CULTURA

Gesti misurati e silenziosi per abitare lo spazio

TRIENNALE - Un'esposizione corale che narra anche il lavoro negli atelier degli architetti emergenti
MENZIETTI GIULIA

Sulla scia delle esperienze avviate nel 2004 con la mostra Disegnare nelle città. Architettura in Portogallo, a cura di Álvaro Siza, e poi nel 2005 con Architettura e Design del Portogallo, la Triennale di Milano rinnova il suo terzo appuntamento dedicato alle trasformazioni urbane in Portogallo con la rassegna Porto Poetic. Il titolo fa riferimento ad Oporto, una realtà che negli ultimi venti anni è stata investita da una serie di trasformazioni, architettoniche e urbane, che hanno mutato il volto della città e il modo di viverne gli spazi. L'esposizione presenta una panoramica sugli autori di questi interventi: Álvaro Siza, Eduardo Souto de Moura e le generazioni più giovani degli architetti della Scuola di Oporto. «La mostra - ha spiegato il curatore Roberto Cremascoli - è la narrazione di un viaggio che si è svolto negli archivi (grazie alla collaborazione del Canadian Centre for Architecture di Montréal), sul campo, con le ricognizioni delle architetture sul territorio, attraverso gli sguardi dei fotografi e le immagini del cinema. Il risultato finale è un'esposizione di architettura, ma non un'esperienza per soli architetti».
Il percorso è aperto da un libro, la copia originale di Álvaro Siza. Professione Poetica, pubblicato da Pierluigi Nicolin nel 1986 sui «Quaderni di Lotus». Il racconto inizia da questa data, dal momento in cui l'architettura portoghese esce da un contesto isolato e locale per affermarsi nel panorama internazionale. Giovanna Borasi, curatrice del Canadian Centre for Architecture, ha tracciato un breve profilo della scoperta degli architetti italiani dei «colleghi» portoghese: dal viaggio di Gregotti in Portogallo, che al ritorno pubblicò il celebre ritratto di Siza su Controspazio del 1972, al viaggio di Nicolin, dopo il quale uscì il n. 9 di Lotus International del '76; due anni dopo, Gregotti organizzò al Pac di Milano una rassegna sull'architettura portoghese e nel 1986 Nicolin diede alle stampe Álvaro Siza. Professione Poetica, la prima opera monografica che condusse l'architetto fuori dai confini nazionali. Da questa data in poi, l'interesse per l'architettura portoghese ha esercitato una grande influenza nell'editoria e nella cultura italiana. Non è un caso che Siza e Souto De Moura sono stati impegnati in diversi lavori nel nostro paese e stanno attualmente lavorando alla realizzazione della Stazione Municipio della metro di Napoli.
Il percorso espositivo si articola in tre sessioni: Porto Poetic e Porto Community, dedicate interamente al lavoro di Siza e Souto De Moura, e Porto Design, che offre una panoramica di altri architetti emergenti del Portogallo. Nelle stanze della Triennale lunghi tavoli di disegni fanno da contrappunto agli eleganti allestimenti fotografici delle pareti, e le video interviste si alternano a brevi filmati che, per pochi istanti, fanno vivere le spazialità delle architetture. Non si tratta di una mostra monografica, ma piuttosto di un'esposizione corale, che rende omaggio ai due esponenti della Scuola di Oporto e insieme racconta il lavoro dei giovani atelier di architetti portoghesi.
Pur raccogliendo schizzi, disegni, architetture e oggetti di design di autori e personalità differenti, Porto Poetic rivela il linguaggio comune, l'atteggiamento condiviso, più o meno coscientemente, di certa architettura portoghese: gesti silenziosi e misurati, tesi a conquistare, come dicono il titolo stesso della mostra e del libro di Nicolin, una dimensione poetica dell'abitare lo spazio.

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