ITALIA

L'assalto degli ultras

ROMA
RUSSO SPENA GIACOMOROMA

Un assalto a suon di spranghe, mazze da baseball, cinte, tirapugni e coltelli. Un pub devastato. Dieci feriti, di cui uno grave che dovrà essere operato d'urgenza all'ospedale San Camillo. Ieri notte Roma è stato terreno ultras: una trentina di tifosi, tra laziali e romanisti, hanno assalito i supporter inglesi venuti nella Capitale per assistere alla partita Lazio-Tottenham. Un agguato scattato tra mercoledì e giovedì, all'1.30, nel locale The Drunken Ship di Campo de' Fiori: volti coperti con passamontagna e caschi e giù botte e coltellate ai malcapitati inglesi finiti lì per una sbronza. Tutto durato pochi minuti, poi la fuga per i vicoli del centro. Subito la polizia, chiamata dai cittadini spaventati, si è messa alla caccia dei responsabili.
In serata due ultrà della Roma sono stati arrestati: uno ha 26 anni, l'altro 27. Il primo, F. L., è un commerciante ambulante che nel 2007 aveva avuto un Daspo. Al secondo, M. P., un operaio edile incensurato, hanno trovato «armi improprie» nell'abitazione. Entrambi sono accusati di tentato omicidio, danneggiamento e lesioni pluriaggravate. Altre 6 persone invece sono state fermate.
Per alcuni testimoni durante l'assalto la banda avrebbe scandito più volte «ebrei di merda», tanto che gli investigatori ipotizzano un raid per motivi antisemiti: il Tottenham è storicamente la squadra degli ebrei di Londra. Più volte ieri durante la partita la curva Nord dello stadio Olimpico ha intonato il coro «Juden Tottenham, juden Tottenham». Altri elementi fanno ipotizzare la pista razzista come elemento ulteriore, non però il movente principale. La firm del Tottenham infatti non detiene più questa caratteristica, appartenente al passato. Inoltre gli ultimi movimenti nelle curve capitoline porterebbero altrove.
La Curva Nord laziale è in grande subbuglio: dopo due anni di assenza, lo storico gruppo degli Irriducibili è tornato a "comandare". Lo scorso 20 ottobre a Lazio-Milan per la prima volta viene riesposto lo striscione. Dopo anni di scontri e polemiche col presidente Lotito ricomincia un rapporto con la società per la gestione dopo le partite casalinghe del «Terzo Tempo» nei pub di Ponte Milvio. Nella Nord insomma si rimuove qualcosa, una fase di smottamento interno. Il 25 ottobre la trasferta ad Atene, in 300 «come gli spartani», per scontrarsi con i tifosi greci.
Poi l'episodio del giovedì prima del derby: 40 persone, armate fino ai denti, si presentano fuori un pub di Colle Oppio per scontrarsi con una decina di romanisti. Un piccolo contatto. Non succede il finimondo - come avvenuto invece al Drunken Ship la scorsa notte - solo per la rapida "ritirata" dei supporter giallorossi. La domenica successiva allo stadio, durante il derby, in curva Nord viene esposto lo striscione: «Romanista, a Colle Oppio ti sei cagato addosso», oltre allo striscione antisemita «C'è chi tifa Lazio, kippah la Roma». Infine, il raid anti-hooligans dell'altra notte: scontrarsi con le firm inglesi - nel codice e nel linguaggio ultras - «fa curriculum». Coi laziali vanno i romanisti. Un intreccio fitto tra tifo calcistico, fede politica di estrema destra e piccola criminalità (non è da escludere che nella spedizione ci fossero anche piccoli «banditi» dell'Est Europa): tre elementi che molto spesso sono intrecciati tra loro.
In ogni caso, non è la prima volta che nella Capitale avvengono raid del genere. Già in passato, come nel 2007 l'irruzione a Villa Ada durante il concerto della Banda Bassotti o nel 2008 quello ad uno storico pub (ritrovo dei redskins) di San Lorenzo, ambienti ultras legati all'estrema destra sono arrivati alle cronache nazionali per raid e violenze.

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