POLITICA & SOCIETÀ

Blitz con i coltelli al centro sociale La Strada: 3 feriti

ROMA/NEOFASCISMO
RUSSO SPENA GIACOMOROMA

«Avete rotto il cazzo voi dei centri sociali». Il grido è eloquente. Le botte che ne conseguono, anche. Si consuma così a Roma l'ennesima aggressione di matrice fascista. L'obiettivo varia da sera a sera: giovani alternativi, gay, immigrati, rom. L'importante, per loro, è colpire il diverso e far male. E nel raid di venerdì notte fuori al centro sociale La Strada, situato a Garbatella (periferia sud della capitale), si è sfiorata la tragedia. Perché i neri hanno ferito con coltelli e rotto bottiglie in testa.
Andiamo per ordine. Erano le 4,30 di notte, la serata del centro sociale era appena conclusa. «Avevamo fatto una dance-hall di sottoscrizione per Radio Onda Rossa - racconta un attivista - Alle quattro abbiamo chiuso lo spazio e come al solito erano rimaste un po' di persone lì davanti per l'ultimissima chiacchierata. Tutto era sereno».
Quattro giovani, poco più che ventenni e semplici frequentatori della Strada, si dirigono verso piazza Sauli, a 100 metri di distanza dal centro sociale, dove hanno parcheggiato la macchina. Lì vengono attaccati da dietro. Uno riesce subito a scappare, un secondo fugge dopo aver prima preso una bottigliata in testa. Gli altri due vengono circondati: gli aggressori sarebbero stati in tutto quattro, tre dei quali con il volto coperto dalla visiera di un cappello e uno con un cappuccio. Due armati di coltello, gli altri con bastone in mano. «Avete rotto il cazzo voi dei centri sociali», avrebbero urlato prima di conficcare le lame.
Uno degli aggrediti, il più grave, dimesso dall'ospedale con 15 giorni di prognosi, riporterà una ferita alla testa e due ferite da taglio: una alla gamba e l'altra a un braccio. Anche l'altro giovane è stato colpito alle gambe con un coltello. Il tutto dura qualche minuto. Poi i «neri» scappano a piedi, timorosi dell'arrivo della polizia.
Invece sul posto arriva prima l'ambulanza che porta i ragazzi al pronto soccorso del Cto. «Sono visibilmente scossi e provati per l'accaduto» racconta un loro amico.
Ma, questo, non è il primo raid nella «rossa» Garbatella. Già l'anno scorso, precisamente il 6 giugno, ci fu un'aggressione a due persone, appena fuoriuscite dal centro sociale La Strada.
Stessa dinamica: furono fermati al grido «comunisti di merda», e uno dei due venne ferito, sempre con un'arma da taglio. L'anno prima, il 27 agosto 2008, i fascisti assaltarono addirittura un concerto in ricordo di Renato Biagetti, il giovane ucciso a coltellate sul litorale di Focene perché «zecca di merda».
In quell'occasione un attivista venne ferito all'addome. Solita trafila: ospedale Cto, punti di sutura, denuncia contro ignoti delle forze dell'ordine. E nessun colpevole incriminato.
L'episodio di ieri viene, ovviamente, condannato da tutte le forze politiche. Anche dal sindaco Gianni Alemanno che dichiara: «Bisogna stare molto attenti, soprattutto alla vigilia della campagna elettorale, per evitare di innescare una spirale di odio e di violenza fra le parti politiche». Alemanno ha poi invitato «tutti i partiti e i candidati affinché facciano grande attenzione per evitare toni troppo accesi che possano innescare violente tensioni».
Parlare bene e razzolare male. Il primo cittadino della capitale si dimentica, forse, la composizione della coalizione di Renata Polverini, candidata del Pdl nel Lazio: Francesco Storace e, soprattutto, Adriano Tilgher (uno che di Hitler dice: «Un uomo che ha lottato per il suo popolo, incorrendo, secondo la storiografia ufficiale, in alcune storture») non sono certo dei moderati.

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