MEDIA & SPORT

Tessera del tifoso, gli ultras in campo

ROMA Riunione contro le schedature
RUSSO SPENA GIACOMOROMA

«Questa tessera è un reale e incombente pericolo. E' necessario batterci per i nostri diritti e la nostra libertà». Più di cento tifoserie saranno presenti oggi nella capitale, ore 10 allo Spazio Roma di Tor di Quinto (vicino lo stadio Olimpico), per una «riunione» nazionale. Ultras provenienti da tutto il Paese, colori politici differenti e attriti messi da parte. In nome di una campagna comune contro la tessera del tifoso, provvedimento voluto dal ministro dell'Interno Giuliano Amato (subito dopo la morte a Catania del commissario Raciti) e messo in pratica adesso dal suo successore, Roberto Maroni. «Si presenta come uno strumento di fidelizzazione adottato dalla società di calcio per contrastare gli episodi di violenza - spiegano gli ultras - in realtà è una forma di schedatura liberticida». A gestire le card saranno le questure.
«Quando andiamo in trasferta già compriamo un biglietto nominativo e diamo la carta di identità, non basta?», si chiedono i gruppi che chiedono il ritiro della norma, nei giorni scorsi criticata anche da presidenti e allenatori (il ct azzurro Lippi in primis: «questa tessera mi sa di schedatura»). Oggi non sarà il primo incontro nazionale tra le varie tifoserie. Il cammino inizia a maggio, con un vertice ristretto a Sesto San Giovanni. Nel giro di poche settimane la campagna prende piede, a giugno a Latina si incontrano ben 74 gruppi, sui muri di molte città compaiono striscioni immensi «No alla tessera del tifoso», dibattiti ed iniziative locali si moltiplicano. Ovunque. Ora potrebbero toccare quota 140 «firm» presenti.
Al momento mancano all'appello (ad eccezione della curva Sud della Roma) gli ultras delle grandi squadre, ma non è detto che non si facciano vedere. La politica? «Sta fuori da tutto, il nostro è uno schieramento trasversale», spiegano. In effetti supporter di Ancona e Cosenza (notoriamente di sinistra) siedono al fianco di ultras di destra. Il primo effetto della tessera è stato, infatti, «ricompattare il fronte». Qualsiasi gruppo è libero di portare «un progetto reale e fattibile da poter valutare e attuare tutti insieme». La controinformazione è un punto da cui partire. Poi bisogna relazionarsi anche con le istituzioni, per uscire dall'isolamento. Non a caso oggi saranno presenti Paolo Cento (esponente di Sinistra e Libertà) e Carlo Fidanza (europarlamentare del Pdl), due «politici» storicamente sensibili alle rivendicazioni ultras.
«Sappiamo che difficilmente Maroni ritirerà il provvedimento - afferma Lorenzo Contucci, avvocato di molti ultras e che oggi sarà presenti con altri legali - Almeno devono cambiare i criteri per ottenere questa maledetta tessera». In base all'articolo 9 della legge 401/89, la card sarà vietata per qualsiasi persona che sia stata sottoposta a Daspo o condannata, anche con sentenza non definitiva, per reati commessi in occasione o a causa di manifestazioni sportive. Si sta studiando l'ipotesi di uno sciopero delle curve. «Dobbiamo restare tutti univocamente fuori dallo stadio - propone qualcuno - con un unico striscione, accanto ai nostri fratelli diffidati che, con la tessera del tifoso, non potranno mai più accedere ad un impianto sportivo».
Intanto, oggi, alle 15 gli ultras incontreranno la stampa, che «finora ha solo depistato annunciando manifestazioni in realtà mai organizzate», per rendere pubblici i futuri appuntamenti perché «la campagna contro la tessera è appena iniziata».

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