POLITICA & SOCIETÀ

Omofobia, governo e maggioranza a prova di legge

ROMA Carfagna annuncia un ddl per il prossimo consiglio dei ministri. Paola Concia (Pd): «Incontriamoci e parliamone»
RUSSO SPENA GIACOMOROMA

Al prossimo consiglio dei ministri Mara Carfagna porterà un ddl che prevede un'aggravante per il reato di discriminazione sessuale, religiosa, di genere ed età. Meglio tardi che mai.
Difficile non ricordare, però, come la titolare delle Pari opportunità taccia da più di un anno sulla proposta di legge della deputata del Pd Paolo Concia. Provvedimento che, in sostanza, sostiene le stesse cose. L'onorevole democratica, infatti, ha presentato in commissione Giustizia alla Camera un primo disegno già nel maggio 2008 in cui si propone, come chiede da tempo la comunità lgbt, «l'estensione del decreto Mancino» agli atti per orientamento sessuale e identità di genere. Includendo quindi l'incitamento all'odio. La reazione della maggioranza è stata di totale chiusura. «I cattolici hanno messo come al solito i bastoni tra le ruote - afferma Aurelio Mancuso, presidente dell'Arcigay - Nella legge Mancino non è previsto, come invece vanno sbandierando, il reato di opinione ma soltanto l'istigazione. Insomma una persona non può dire che 'i gay devono finire nei campi di concentramento'». Elementare. Non in Italia. Non di questi tempi. Così Concia è stata costretta ad «ammorbidire» la proposta («per venire incontro alle osservazioni del Pdl») arrivando alla fine (16 dicembre) ad un testo unificato che prevede solo «l'aggravante» per i reati di omofobia e transfobia. «Il testo - sottolinea la deputata - è già frutto della mediazione con la maggioranza ed è pronto per essere votato in commissione prima e poi in Aula». Ora, ci si augura che Carfagna «sappia cogliere questo spirito e lavorare insieme per raggiungere un grande obiettivo di civiltà». Per questo, chiede, come relatrice della legge, «un incontro urgente per creare in Parlamento le migliori condizioni per una larghissima condivisione di un provvedimento così importante e urgente». Un colloquio che, forse, avverrà nei prossimi giorni. Anche perché il ministro ha deciso di agire via esecutivo, ma partendo dall'impianto della proposta di Concia. Il suo ddl dovrebbe prevedere un'aggravante, «come quelle già previste dalla legge Mancino per gli atti violenti commessi per odio etnico, nazionale o religioso, con un aumento fino alla metà della pena». Contro i gay, gli anziani e i portatori di handicap.
«Prima di giudicare, aspettiamo che presenti questo provvedimento», rispondono le associazioni lgbt che temono «solo promesse» e «scherzetti all'ultimo» della maggioranza. Come ricorda Franco Tenaglia, responsabile Giustizia del Pd. «Il centrodestra con la Lega in testa ha ostacolato per un anno e in ogni modo la discussione e l'approvazione di una legge sull'omofobia - dichiara il democratico - Se il governo vuole far seguire ai proclami fatti concreti dica sì alla discussione urgente in Aula di quella proposta ora al vaglio della commissione».
Intanto oggi, a Roma, torna in piazza la comunità gay e lesbo: una fiaccolata partirà alle ore 21 da San Giovanni in Laterano per chiudersi sotto al Campidoglio. «Dopo i raid dei giorni scorsi, ci riprendiamo la città», dice Andrea Maccarrone del circolo Mario Mieli che spiega come siano «bandite dal corteo bandiere di partito e associazioni». All'iniziativa hanno già aderito molti esponenti di sinistra e qualcuno di destra, tra questi la fondazione «Farefuturo» di Gianfranco Fini. Sperano tutti che l'inchiesta sui due petardi lanciati martedì notte nella Gay Street porti ai responsabili del gesto. E i carabinieri non escludono l'ipotesi di esser vicini a individuarli. Stanno visionando le telecamere della via e sentendo più testimoni. «Siamo sulla buona strada», affermano dall'Arma.

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