POLITICA & SOCIETÀ

Adesso anche il Pdl chiede la legge sull omofobia

AGGRESSIONI AI GAY
RUSSO SPENA GIACOMO,

Almeno su una cosa adesso sembrano essere tutti d'accordo. L'ennesima aggressione contro la comunità gay di Roma ha riproposto la necessità di approvare al più presto la legge sull'omofobia. Favorevoli in tal senso ieri si sono detti numerosi esponenti sia della maggioranza che dell'opposizione, con prese di posizione di rilievo. Come quella, ad esempio, di Farefuturo, il «pensatoio» legato al presidente della Camera Gianfranco Fini che ha rivolto un appello a partecipare alla manifestazione che le associazioni gay hanno promosso per domani sera a San Giovanni. «Noi ci saremo perché crediamo che fare una buona politica (o semplicemente essere buoni cittadini) significhi innanzitutto cercare di sradicare i troppi residui del razzismo, di prepotenza e di discriminazione ingiustificata (quella che vorrebbe escluderti per cosa sei e non per cosa fai), che ancora inquinano la nostra società» scrive Farefuturo, che non perde l'occasione per dare una stoccata alle leggi sull'immigrazione del Viminale. Ma non è solo Fini a muoversi.
Anche il ministro della Pari opportunità Mara Carfagna chiede provvedimenti punitivi contro chi colpisce gli omosessuali. Provvedimenti che in teoria e se solo il governo lo volesse davvero, potrebbero arrivare già con il consiglio dei ministri di oggi, anche se appare francamente improbabile. «Non credo sia possibile avere provvedimenti fuori sacco nel consiglio dei ministri di domani (oggi, ndr) - dice infatti il ministro - ma la linea del governo è prevedere aggravanti per i reati con finalità di discriminazione sessuale».
In realtà un testo di legge già pronto ci sarebbe, come ha ricordato la capogruppo del Pd in commissione Giustizia della camera Donatella Ferranti. «E' un testo unificato pronto in commissione e sul quale la maggioranza dovrebbe esprimersi in maniera costruttiva uscendo dagli equivoci»,, ha spiegato Ferranti. Il testo, messo a punto dalla deputata del Pd Paola Concia, è elaborato in maniera tale da superare le resistenze del Pdl. «Si è passati dall'ipotesi di un'allargamento della legge Mancino all'omofobia, non gradita al centrodestra in quanto legata al reato di opinione, al concetto di 'aggravante per motivi legati a discriminazione di genere'. Ora - ha concluso Ferranti - la maggioranza deve dire la propria consentendo al provvedimento di proseguire il suo iter».
Che sia tempo di cambiare comunque lo affermano anche altri esponenti del Pdl come Adolfo Urso, che fa parte dell'ufficio di presidenza del partito. «Credo che sia importante che una legge sull'omofobia sia fatta da questo parlamento e proprio in questo momento. Sarebbe - ha detto Urso - la risposta più appropriata agli atti di intimidazione, ma anche la dimostrazione che su questi argomenti si possano trovare larghe convergenze». Anche il capogruppo del Pd alla Camera, Antonello Soro, ha chiesto di discutere la legge sull'omofobia, mentre per la capogruppo al Senato Anna Finocchiaro di fronte alle violenze di questi giorni è importante che le istituzioni «reagiscano dotando l'ordinamento di una legge che sia anche un chiaro segnale a chi nel nostro Paese sta alimentando un clima di intolleranza contro ogni diversità».

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