SPORT

Trasferte proibite Matarrese si salva

Italia
RUSSO SPENA GIACOMO

Nuovi divieti di trasferta per cinque tifoserie di A (e tre di C) in vista della 14esima giornata (1-2 dicembre). E' solo l'ultimo provvedimento di un calcio sempre più rinnovato e scosso alle radici. Anche se c'è chi esce sempre indenne, come il presidente della Lega Antonio Matarrese che, in un modo o nell'altro, riesce sempre a scamparla. Fallita infatti per un pugno di voti la «spallata» nei suoi confronti orchestrata dai club della B.
L'occhio vigile dell'Osservatorio ancora una volta ha preso decisioni «sulla base dei nuovi criteri adottati per la valutazione delle trasferte di massa con la presenza di gruppi violenti», riferendo poi un dato relativo ai Daspo (divieto di accedere alle manifestazioni sportive): 3030 sono quelli in corso, di cui 554 emessi in questo campionato. A fare le spese questa volta del diniego sono stati i tifosi del Genoa (niente trasferta in casa del Torino), Inter (Fiorentina), Napoli (Bergamo), Lazio (Siena) e Juventus (in casa del Milan). L'Osservatorio ha inoltre dato il via libera alla proposta di molti presidenti di club e di Matarrese di far occupare quei settori riservati agli ospiti a particolari spettatori: ragazzi, scuole, famiglie e associazioni. Ma il «capo» della Lega ieri ha ottenuto ben altra vittoria, per lui sicuramente più campale. All'indomani dell'approvazione delle squadre di serie A dei criteri di ripartizione dei diritti tv, recepiti subito dal ministro Melandri, il campionato cadetto, rimanendo escluso dalla spartizione della torta, ha presentato una mozione di sfiducia nei suoi confronti. Tutto inutile però: su un totale di 40 club (vista l'assenza di Fiorentina e Reggina) i voti a favore della «cacciata» si sono fermati a 27 contro i 13 contrari e con un quorum fissato a 30 si è risolto con un nulla di fatto. Data la segretezza dello scrutinio e la scontata posizione delle squadre di B (con l'unica eccezione guarda caso del Bari, di cui è presidente Vincenzo Matarrese, il fratello dell'«irriducibile» Don Tonino), è partita la caccia a quei 6 voti favorevoli arrivati dalla A. Se un vocio additava Juventus e Inter di cospirazione, è il presidente dei bianconeri Cobolli Gigli a correre ai ripari: «Il voto è segreto, ma noi vogliamo andare avanti con Matarrese». Quasi certo invece che ieri a votare per la sfiducia siano stati quei 4 club contrari alla ripartizione decisa lo scorso 30 ottobre: Siena, Atalanta, Palermo e Cagliari. Comunque la B ha ottenuto almeno la riapertura di un tavolo delle trattative, con la minaccia del ricorso alla giustizia «sia in sede sportiva che in sede ordinaria». Intanto Matarrese scampato il pericolo in serata parla in modo tronfio: «Non siamo ancora pronti a gestire quella democrazia che ho voluto portare in Lega». L'idea di dare le dimissioni non lo sfiora. «C'è un quorum da rispettare - dice - perché devo offendere chi si è impegnato per evitare che il treno della Lega deragliasse?».

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