POLITICA & SOCIETÀ

Fascisti scatenati contro i rom

RUSSO SPENA GIACOMORoma

«Non condanniamo l'aggressione ai romeni avvenuta a Tor Bella Monaca perché il vero problema è altrove». Poi ancora: «Quell'aggressione si posiziona sull'ultimo gradino della scala gerarchica delle colpe e delle responsabilità». Hanno provocato una bufera le parole del leader della Fiamma Tricolore Gianluca Iannone, alla vigilia della manifestazione indetta dai neofascisti per sabato a Roma. Un presidio che arriva dopo le aggressioni di Tor Bella Monaca, appunto, l'ordigno incendiario contro un generi alimentari islamico a Monterotondo e la fiaccolata non autorizzata di Forza Nuova a Ponte Milvio, a un passo dal luogo in cui è stata uccisa Giovanna Reggiani.
Che la destra politica stia buttando da giorni benzina sul fuoco sostenendo campagne di odio è noto, ma la Fiamma si è spinta ben oltre. L'obiettivo sono i campi nomadi e i clandestini che «devono essere tutti espulsi». Il luogo scelto per la manifestazione non è casuale: andremo nella zona Marconi (XI municipio) - dicono - lì si sono spostati i nomadi del campo (ora demolito dalle ruspe) in cui abitava Mailat, il rom presunto omicida di Giovanna.
Ma, di fronte all'escalation di razzismo, c'è chi si prepara a respingere «con ogni mezzo necessario» Fiamma Tricolore. «La città non può dare ospitalità ai sostenitori dello squadrismo e delle supremazie "razziali" e di "genere"», sostengono centri sociali e associazioni della capitale, che stanno già organizzando il contropresidio. Ma anche dal fronte istituzionale sono piovute critiche e condanne. «Chiediamo alle forze dell'ordine di intervenire contro chi semina odio e rischia di raccogliere tempesta», afferma il deputato del Prc Massimiliano Smeriglio, che chiede al prefetto Mosca e al ministro Amato di vietare la manifestazione. Dello stesso avviso anche il sindaco della città, nonché neo-leader del Pd, Veltroni. «Non posso che esprimere sdegno per le sconsiderate dichiarazioni fatte da Iannone, frutto di ideologie che tanto dolore hanno causato». Colui che ha abbracciato con tanto entusiasmo il tema della sicurezza, «rubando» terreno alla destra, non poteva questa volta rimanere in silenzio. «Ho ritenuto opportuno - conclude Veltroni - informare il prefetto, per quanto di sua competenza, facendogli pervenire una copia di queste dichiarazioni». Ma a Roma c'è anche chi non ha la memoria corta, come il consigliere provinciale Nando Simeone della Sinistra critica che ha preso la palla al balzo per attaccare il sindaco, ricordando le sue prese di posizioni passate. «E' stata - afferma - la sua politica di equidistanza a legittimare l'esistenza e la libertà di espressione di chi fa apologia del fascismo». In questo clima il centrodestra tace, non rilasciando dichiarazioni. Ora bisogna aspettare la decisione della questura e della prefettura che hanno il potere di non autorizzare la manifestazione per motivi di ordine pubblico. Anche se i neofascisti sembrano comunque intenzionati a scendere in piazza, sfidando l'eventuale divieto, come ha già fatto Forza Nuova.

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