POLITICA & SOCIETÀ

«Io, malato grave e senza casa»

RUSSO SPENA GIACOMO

«Il Comune mi ha completamente abbandonato, meno male che poi è intervenuto Sandro Medici a darmi un alloggio». A parlare è Francesco Demonte, 37 anni, sposato e con una figlia di 5 anni. Una delle persone che ha potuto usufruire delle requisizioni fatte dal presidente del X municipio. Fino al 1996 lavorava nell'amministrazione dell'attuale società Endemol senza avere grossi problemi economici. Poi il destino non è stato clemente: si ammala di leucemia, subisce 2 trapianti (uno al midollo e uno ai polmoni), la successiva invalidità del 100% che non gli permette più di lavorare. Ora vive con una pensione di 600 euro, «solo perché ho l'accompagno altrimenti sarebbero 300», con cui deve portare avanti una famiglia.

Ma possibile che il Comune non le ha assegnato una casa popolare?
La giunta comunale mi ha completamente abbandonato a me stesso. Ho fatto domanda di alloggio popolare negli anni '90 ma non mi ha mai fatto sapere nulla. Anzi ho parlato più volte con Nicola Galloro, delegato all'emergenza abitativa per il comune di Roma, ma lui per me non ha potuto far nulla. (Intanto però stizzito ci fa vedere un sms mandato sul suo cellulare proprio da Galloro che lo invita a votare il 14 per le primarie del Pd).

In questi anni allora dove ha vissuto?
Sono andato a vivere insieme a mia moglie e a mia figlia a casa dei miei genitori. Ma era una situazione ultra precaria, non entravamo tutti e 5 in un monolocale! Ma non avevo alternative perché gli affitti delle abitazioni a Roma sono troppo alti per la mia pensione d'invalidità e per lo stipendio di 500 euro di mia moglie. Stavo pensando di andare a vivere in una roulotte quando ho contattato l'Agenzia Diritti di Cinecittà. E ora sto in questo stabile requisito, a pagare 300 euro al mese. Una spesa che riesco a sostenere. Devo ringraziare per questo l'Agenzia e il presidente Medici

Cosa spera per il suo futuro?
Innanzitutto che tra 3 anni, finita la requisizione municipale, il Comune mi assegni una sistemazione definitiva. Intanto però la malattia non mi sottrae la forza per lottare contro l'emergenza abitativa. Bisogna costruire infatti un patto di mutuo soccorso tra i cittadini per affermare il diritto all'abitare per tutti, capace di contrastare le grandi società che speculano sul mercato della casa. E' a causa loro se a Roma c'è un tale rincaro dei prezzi.

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