VISIONI

Quel reality tv che dura cinquant'anni

DI GENOVA ARIANNA,ITALIA

Isogni, le speranze, le ironie del destino e gli amari bocconi da ingoiare. Sono questi i temi che affiorano in un singolare reality-documentario durato quasi mezzo secolo, che ha visto crescere, illudersi e disilludersi quattordici bambini inglesi di diversa estrazione sociale, protagonisti di una serie di interviste ripetute negli anni sui più svariati argomenti. Ogni incontro avveniva a intervalli regolari: il primo a soli sette anni, poi con l'ossessione del numero sette, si proseguiva fino all'età di 49 anni. L'avventura televisiva si chiama 7Up, è firmata dal regista inglese Michael Apted (un vagabondo dei generi cinematografici che ha girato film come Chiamami aquila con John Belushi, ma anche Gorilla nella nebbia, La ragazza di Nashville, Soluzioni estreme, Gorky Park e Occhi nelle tenebre) e può essere considerata una serie unica al mondo. La novità è che va in onda per la prima volta in Italia, a partire da oggi alle 21 su Cult (canale 142 di Sky) e verrà proposta ogni mercoledì per tutta la sua durata.

Il documentario è un affascinante viaggio nelle vite dei protagonisti che testimonia, nella sua sottotraccia, i cambiamenti avvenuti nella società nel corso degli ultimi cinquant'anni. La prima puntata venne trasmessa nel 1964, con la guida del regista Paul Almond ma fra i suoi assistenti figurava già allora il giovane Michael Apted, che dalla seconda serie ha fatto suo il progetto, assumendone il timone fino all'ultimo episodio, 49Up.

7Up «è un dramma della vita quotidiana, non ha nulla di artificiale - ha detto Apted che fra i suoi film annovera anche le avventure di James Bond - Penso che il documentario racconti molto sul sistema sociale inglese e non soltanto: ha qualcosa di universale che riguarda le scelte esistenziali che tutti ci troviamo a fare crescendo, dalle difficoltà affrontate nel divenire adulti agli investimenti nella vita collettiva e nel lavoro».

Un paio di bambini del cast iniziale si sono ritirati dal progetto, altri invece hanno saltato un appuntamento, come Simon, che al tempo di 35Up affrontava una grave crisi familiare ma che in 42Up si è presentato in tv con una famiglia diversa e una serie di progetti di vita nuovi di zecca. Tony invece sognava da piccolo di diventare un campione di hockey ma più avanti lo ri-incontriamo come autista di taxi e tranquillo padre di famiglia.

Paul si è trasferito in Australia a otto anni in seguito al divorzio del padre; Nick invece, terminati gli studi in Inghilterra, è diventato assistente universitario di fisica nucleare nel Wisconsin. Suzi, che in 21Up si dichiarava lontanissima da «idee matrimoniali», sette anni più tardi si è presentata con marito e due figli mentre Peter, che da piccolo voleva fare il missionario, ha in parte realizzato il suo sogno andando a insegnare nel Bangladesh. C'è anche Neil che sopravvive col sussidio di disoccupazione e gira il paese in roulotte, non avendo sistemazioni migliori. Nulla a che vedere dunque con i reality plastificati alla Isola dei famosi o Il grande fratello. Qui l'acquario in cui nuotano le diverse esistenze è quello naturale e la realtà spesso non ha proprio niente di consolatorio.

Le serie inglese si è conclusa nel 2005 con l'episodio 49Up. Intanto, un nuovo ciclo con altrettanti protagonisti debuttanti, 7Up 2000, è iniziata allo scoccare del XXI/mo secolo e andrà in onda a febbraio su Cult in attesa della prossima puntata che sarà 7Up2007. Il progetto ha riscosso tanto successo da far nascere luogo ad un paio di cloni non ufficiali, sia in Sudafrica che in Unione Sovietica.

Supporta il manifesto e l'informazione indipendente

Il manifesto, nato come rivista nel 1969, è sinonimo di testata libera, indipendente e tagliente.
Logo archivio storico del manifesto
L'archivio storico del manifesto è un progetto del manifesto pubblicato gratis su Internet e aperto a tutti.
Vai al manifesto.it