VISIONI

Un clown sospeso fra i ghiacci e la luna

SLAVA'S SNOWSHOW
DI GENOVA ARIANNAITALIA/ROMA

All'inizio si è catapultati fra le stelle e i pianeti, poi in mare, infine fra i ghiacci innevati di lontane terre immaginarie. È Slava a compiere la magia, il clown surreale, colpito da «idiozia espressiva», come definisce lui stesso la sua arte mimica. Lo spettacolo Snowshow (fino al 31 al teatro Valle di Roma, dopo in tour italiano a Torino, Parma, Bologna, Udine) è un insieme di scatole cinesi che apre a stupori infantili: bolle di sapone, tempeste di bianchi coriandoli, pioggia in teatro, ragnatele galattiche che piombano direttamente sulla platea. E chi sta seduto è chiamato a reggere il gioco, a partecipare alla festa visiva. Nato in una piccola città russa Slava fin da adolescente elegge a Chaplin e Marceau come suoi paladini e intanto sogna di fare il clown. È nel 1979 che sgancia il suo personaggio dalle acrobazie circensi e dalla strada raggiunge il teatro. La sua compagnia si allarga e alcuni allievi, così come alcuni celebri sketch, vengono ospitati tra i numeri del Cirque du Soleil. Rituale, sospeso nel tempo, aperto a voragini nostalgiche, ma anche a improvvisi scoppi di ilarità, clown che mixa le personalità del bianco e dell'augusto, Slava Polunin affida a una tuta da lavoro gialla, slargata dall'uso, il suo corpo da ex-operaio e fa nascere Asisyai che comincia a girare il mondo e spesso si ritrova sul palco del teatro creato da lui stesso, il Licedei, alzando il sipario anche per altri artisti stranieri.

Per un'abbuffata di sogni post-natalizi, i romani potranno andare inoltre al'Eliseo, quando dal 10 al 15 gennaio sbarcherà Nomade del Cirque Eloize, dopo la tappa napoletana, per poi emigrare verso Udine, Bologna, Catania, Bari. (arianna di genova)

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