CULTURA

Sei indagati per «L'urlo»

DI GENOVA ARIANNA,NORVEGIA/OSLO

Sono sei le persone formalmente incriminate dalla procura generale norvegese per il furto di due capolavori di Edvard Munch, L'urlo e la Madonna. Le opere erano state rubate nella tarda mattinata del 22 agosto del 2004 quando alcuni uomini armati erano entrati nel museo dedicato all'artista di Oslo e, dopo aver minacciato un addetto del personale, avevano prelevato le tele e erano fuggiti a bordo di una automobile nera. Da allora, le indagini non si sono mai fermate. L'urlo, l'icona di una sofferenza universale oltre che individuale, era stata realizzata da Munch nel 1893 (del celebre quadro esistono altre tre versioni). Che aveva raccontato così, nel suo diario, il sorgere dell'ispirazione: «Camminavo per la strada con due amici quando il sole tramontò, e il cielo si tinse all'improvviso di rosso sangue. Mi fermai, mi appoggiai, stremato, a un recinto sul fiordo nero e azzurro, e sulla città c'erano sangue e lingue di fuoco. I miei amici continuavano a camminare e io tremavo ancora di paura e sentivo che un grande urlo infinito pervadeva la natura». «Abbiamo incriminato cinque persone per furto aggravato e una per ricettazione - ha dichiarato il procuratore Terje Nyboe -. Sospettiamo che il colpo sia legato al crimine organizzato». Il valore dei due dipinti trafugati (che non sono stati mai trovati) si aggirerebbe intorno agli 83 milioni di euro, secondo gli esperti. Ma è pur vero che le opere non sono smerciabili sulla piazza dell'arte e che l'unica strada percorribile è quella della vendita a privati facoltosi senza scrupoli o a associazioni mafiose (anche L'Adorazione dei pastori di Caravaggio si è inabissata nelle maglie della criminalità organizzata fin dal 1969, nonostante il pentito Francesco Marino Mannoia abbia parlato, rivelando di essere stato l'autore materiale del trafugamento tagliando la tela con una semplice lametta da barba, ma non confessando chi è il possessore). Intanto, il museo Munch, chiuso per diversi mesi per lavori relativi alla sicurezza degli impianti e delle sale, ha riaperto i battenti nell'estate appena passata.

Lo scorso aprile, la polizia norvegese aveva arrestato quello che credeva essere il terzo e ultimo uomo della banda di malviventi che avevano rapinato il museo: fino alle recenti notizie, si pensava che fossero solo tre gli autori della clamorosa sottrazione. Il trentenne individuato sette mesi fa era accusato di aver preso parte alla pianificazione del furto e per gli inquirenti si sarebbe trattato della pedina finale. Ora il caso si riapre: sei persone invece di tre sono una «maggiore garanzia» rispetto alla speranza che qualcuno parli e sveli il nascondiglio che custodisce le due opere del pittore nordico.

Supporta il manifesto e l'informazione indipendente

Il manifesto, nato come rivista nel 1969, è sinonimo di testata libera, indipendente e tagliente.
Logo archivio storico del manifesto
L'archivio storico del manifesto è un progetto del manifesto pubblicato gratis su Internet e aperto a tutti.
Vai al manifesto.it