I diritti della rete

GIULIA SBARIGIA

I diritti della rete
Raggiunto ieri l'accordo tra Lega calcio e Rai sui diritti televisivi e radiofonici del campionato e della Coppa Italia. 169 miliardi per la stagione 2001-2002
GIULIA SBARIGIA

Una febbre a 90 deve aver affetto i tifosi della domenica. L'allarme di rititrata della Rai dalle trattative con Franco Carraro, presidente della Lega calcio, aveva già prodotto tutti gli effetti del caso. Qualcuno aveva celebrato la morte di 90mo minuto, qualcun altro già dava l'estrema unzione alla Domenica sportiva. Di fronte a un tale devastante scenario è stata quindi convocata in corner una riunione d'urgenza, a Palazzo Chigi, per trovare la soluzione a pochi giorni dall'inizio del campionato.
E la notizia confortante è arrivata, l'accordo è stato siglato. Alla presenza del sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta, Roberto Zaccaria ha posto le sue condizioni, niente Coppa Italia, che soffre ormai di una disarmante svalutazione rispetto alle altre competizioni e i cui diritti sono "piratati" alla Rai dalle radio locali, ma solo le partite di serie A e B e al prezzo pagato fino a due anni fa, cioè 118 miliardi. Franco Carraro ha avanzato allora la sua proposta: con un unico pacchetto, al costo di 185 miliardi, la Rai si può portare a casa i diritti per Coppa Italia e campionato. Da questi presupposti si è concordata una soluzione che media le esigenze dei contendenti: 165 miliardi per campionato e Coppa Italia, in una soluzione inscindibile. E proprio il trofeo discriminato che nessuno voleva, e che la Lega tentava di sbolognare (si era fatta avanti anche La 7), alla fine è stato la causa dell'aggiunta del "principio di condivisione", di cui Zaccaria si dichiara particolarmente soddisfatto. A essere condiviso sarà il rischio economico sulla Coppa Italia, legato al diritto di subconcessione della trasmissione, agli introiti pubblicitari complessivi della Rai e agli ascolti medi delle gare di semifinale e di finale, valutato sino a un massimo di 7 miliardi.
Sui palinsesti della domenica non ci saranno allora buchi incolmabili. La nuova edizione di Quelli che il calcio, a pochi giorni dall'esordio non rischia l'oscuramento. La trasmissione potrà contare sull'esclusiva delle riprese a bordo campo e a gioco fermo dalle 14.30 a alle 18 e sugli aggiornamenti di Tutto il calcio minuto per minuto. Certo sarebbe stato un colpo duro rinunciare alle radiocronache che per anni sono state puntuali, immancabili, sacrosante come le campane della domenica. La nuova formula del contenitore di Raidue, con Simona Ventura al comando, ma senza Marino Bartoletti, ultima defezione dal programma, continuerà come nelle precedenti stagioni con il "giro dei campi", reo di aver attribuito un volto e un habitat, la cabina, al coro per soli voci che un tempo gracchiava esclusivamente per i radioascoltatori. Anche 90mo minuto è salvo. La prima trasmissione sportiva in Italia ad aver mandato in onda i gol del campionato, da un'idea di Maurizio Barendson - ma erano gli anni '70 e Paolo Valenti era un monumento nazionale - non ci abbandona. Garantiti quindi i servizi con gli spezzoni di partita dalle 20.30 alle 22.30. E siccome la spesa ormai è affrontata, per non sprecare niente, le stesse immagini alla stessa ora saranno la base per l'appendice in prima serata di Quelli del calcio, che per l'occasione si fregia della presenza esuberante di Maurizio Mosca.
Si può tirare un sospiro pure per la Domenica sportiva, ultimo appuntamento della giornata. Era il 3 gennaio del 1954 quando si affacciò sugli schermi la prima edizione, nello stesso giorno in cui si fa risalire la nascita della televisione in Italia, e ora come allora la Domenica sportiva indossa il vestito da sera con strascico, dalle 22.30 in poi, del campionato. Per la Coppa Italia invece ancora non c'è una programmazione precisa, i match potranno comparire nei palinsesti dei tre canali oppure essere ceduti a altre emittenti attraverso Raitrade che ha curato le trattative. La Champions League è coperta da Mediaset il martedì, con la programmazione della migliore partita fra due formazioni straniere, e il mercoledì con i 90 minuti di una squadra italiana più immagini e commenti di tutta la competizione a Pressing Champions League. La Coppa Uefa invece si può seguire il giovedì sulla Rai, con la clausola che tutte le partite del Milan in casa restano sulle reti del suo presidente, Silvio Berlusconi. Questo è quanto ci offre la tv generalista, quindi in chiaro, ma tutto l'universo del calcio, restano ancora esclusi i mondiali di Giappone e Corea, è compreso nell'offerta "criptata" di Stream o Tele+, certo non senza scontento dei consumatori. Il Codacons denuncia infatti all'Antitrust la bufala che si nasconde dietro il decoder unico, in vigore dal 26 agosto in concomitanza con il fischio d'inizio campionato. L'associazione lamenta la formazione di un monopolio della tv satellitare a pagamento - presto sancito anche dalla fusione delle due piattaforme digitali - con il conseguente lievitare dei costi di abbanamento alle partite. Ma il cataclisma mediatico che il calcio mette in moto non interessa solo l'Italia. In Inghilterra l'emittente pubblica Bbc, dopo quasi 40 anni, si è arresa di fronte alle richieste economiche eccessive della Lega inglese. I diritti televisivi del campionato d'oltremanica sono stati acquistati dalla pay-tv Itv al costo di 550 miliardi. Stravolte così le certezze dei tifosi inglesi che si dovranno anche abituare al cambio di orario degli highlights della Premiership, in onda non più alle 22.30 del sabato, ma alle 19.

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