L'orizzonte croato sempre più cupo

GIACOMO SCOTTI - ZAGABRIA

L'orizzonte croato sempre più cupo
Il governo Racan subisce i ricatti della destra e delude le fasce deboli della popolazione
GIACOMO SCOTTI - ZAGABRIA


La Croazia sta precipitando in una crisi senza ritorno. L'Hdz tudjmaniana, senza Tudjman, è decisa a riconquistare il potere, approfittando dei cedimenti del governo cosiddetto di "centrosinistra". Il quale, nella convinzione di potersi tenere a galla accettando i ricatti quotidiani delle alte gerarchie della chiesa cattolica, dei reduci di guerra e dell'estrema destra, è finito per diventare ostaggio di queste forze.
Qualche giorno fa, a Sinj, dove da circa tre secoli si celebra un torneo cavalleresco, alti ufficiali dell'esercito, esponenti dell'Hdz e del neofascismo hanno offeso pesantemente il capo dello stato definendolo traditore, zingaro eccetera e dichiarando guerra aperta al governo, tra gli applausi di una folla di nostalgici. La destra è decisa ad abbatterlo "con tutti i mezzi". Finora sono mezzi violenti. A queste manifestazioni la polizia e i comandi dell'esercito o restano passivi o si schierano con i neri. Come se non bastasse, i ministri sventolano sempre più spesso le bandiere di Tudjman e, quel che è peggio, prendono giorno dopo giorno provvedimenti ai danni dello stato sociale, mettendosi contro quegli strati della popolazione più disagiata che hanno votato per questo governo sperando in una svolta. Che non c'è stata. Racan e "compagni" fanno a gara per rassomigliare a Tudjman, mentre i tudjmaniani si apprestano a dargli una botta in testa per ripristinare il vero tudjanismo, il più nero.
Qualche giorno addietro, mettendo mano a una riforma, suggerita dalla Nato e dal Fmi, per ridurre gli esuberi di una elefantiaca polizia, il governo ha annunciato una "cura dimagrante": aspettativa per 3100 poliziotti e avvisi di licenziamento per altri 709. La risposta è stata pesante. Il sindacato di polizia, in mano alla destra, ha messo i "difensori dell'ordine" sul piede di guerra, con manifestazioni di protesta di migliaia di poliziotti in varie città della Croazia: Varazdin, Karlovac, Bjelovar, Zara ed altre. Sono stati minacciati scioperi a catena fin quando il governo si rimangerà le proprie decisioni. E pare che stia già cedendo.
Nel governo e al Parlamento, dopo l'uscita della Dieta Istriana dalla maggioranza, l'esapartito rischia di sgretolarsi. Il Partito liberal-nazionale si è già avvicinato all'Hdz e diventa un partner sempre meno fidato, mentre il Partito contadino ha chiesto un rimpasto subito dopo le vacanze estive. Insomma, il pentapartito è messo a dura prova sia dall'offensiva della destra eversiva sia dal crescente malcontento popolare per una situazione sociale che rischia di superare presto il livello di guardia.
L'ultimo colpo alla pazienza della popolazione è stato l'aumento del 60% per le tariffe della telefonia fissa, mentre si prospettano rincari del prezzo del latte, dei libri di testo per le scuole, del metano eccetera. Per finire, il governo è deciso a colpire le pensioni (la media è sotto le 500.000 lire) gli assegni familiari, le indennità per le partorienti. Racan difficilmente arriverà fino a settembre.

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