Zagabria contro Istria

GIACOMO SCOTTI - FIUME

Zagabria contro Istria
CROAZIA Il governo sospende lo statuto istriano sul bilinguismo
GIACOMO SCOTTI - FIUME

Sono stati "sospesi", congelati, dieci articoli dello Statuto istriano. La decisione è stata presa dal Ministero di grazia e giustizia del governo croato di "centro-sinistra". Il ministro Stjepan Ivanisevic, che ha firmato la sospensione (è un socialdemocratico) ha proposto inoltre all'esecutivo di sottoporre lo Statuto nella sua interezza all'esame della Corte costituzionale, con la richiesta ai giudici di cancellare definitivamente quei dieci articoli incriminati, relativi alla parità delle lingue croata e italiana in Istria, alla realizzazione pratica del bilinguismo ed alla parità dei diritti degli italiani in Istria. Inoltre la Corte è chiamata a verificare la costituzionalità anche di altri articoli dello stesso Statuto che trattano la medesima materia della convivenza e della parità fra croati e italiani nella penisola, e dei quali il ministero non ha ritenuto opportuno, per ora, sospendere l'applicazione.
Praticamente il governo post-tudjmaniano di Zagabria intende epurare lo Statuto istriano di tutti i diciotto articoli che a suo tempo furono demonizzati e quindi cancellati dal regime ultranazionalista e filofascista dell'Hdz.
La decisione ministeriale, che getta nuova benzina sul fuoco della campagna elettorale per il rinnovo delle amministrazioni cittadine, comunali e regionali, servirà ad attizzare - se mai ce n'era bisogno, visti gli smodati attacchi della destra neoustascia contro le minoranze etniche e linguistiche nel paese - una nuova violenta e vergognosa campagna di odio sciovinistico. Una campagna che si serve, tra l'altro, della minaccia pronunciata da Fini a Trieste qualche giorno addietro, di annullare le pensioni ai cittadini italiani dell'Istria (croati, sloveni e italiani) che le ricevono in quanto servirono l'esercito italiano. Per Fini i rimasti sono dei traditori da punire. E pensare che proprio quella misera pensione italiana ha permesso a qualche migliaia di ultrasettantenni di sopravvivere negli anni della miseria portata dalla guerra in Croazia, ed ha loro permesso pure di nutrire simpatia verso l'Italia e gli italiani.
La sospensione e la minacciata cancellazione degli articoli a sostegno dei diritti della minoranza italiana dallo Statuto istriano mette sullo stesso piano gli sciovinisti nazionalisti di Zagabria e gli irredentisti filofascisti di Trieste che hanno osteggiato la carta dei diritti concessi dal parlamento italiano agli sloveni del Friuli-Venezia Giulia.
Le iniziative zagabresi, purtroppo, minacciano la stessa coalizione di governo dalla quale - è ormai quasi certo - saranno cacciati non soltanto gli alti funzionari della Dieta democratica istriana con alla testa il ministro per le integrazioni europee Ivan-Nino Jakovcic, ma anche un altro partito regionalista, il Pgs della regione fiumana i cui esponenti, unici nel coro dei partiti croati, hanno solidarizzato con la Ddi e la minoranza italiana.
Va però anche detto che, al di là dei partiti, la stragrande maggioranza dei cittadini croati, soprattutto in Istria, si è schierata a favore dello Statuto istriano, per il bilinguismo, il pluralismo e la convivenza. I quotidiani Glas Istre di Pola, Novi List di Fiume e Jutarnji List di Zagabria hanno intervistato cittadini di ogni ceto sull'argomento e tutti o quasi si sono schierati sul fronte della tolleranza e della convivenza. Secondo i sondaggi, scrive il giornale zagabrese, ben il 63 per cento dei cittadini istriani, quindi più o meno 110 mila persone, vive nelle aree nelle quali gli italiani sono radicati da secoli e dove le previsioni elettorali danno nuovamente una schiacciante vittoria della Ddi. Del resto, secondo alcune stime il 90 per cento degli istriani si serve quotidianamente anche della lingua italiana.

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