Scheletri in giardino

GIACOMO SCOTTI - FIUME/RIJEKA

Scheletri in giardino
CROAZIA A Knin e dintorni, all'opera gli inquirenti del Tribunale dell'Aja: si cercano i resti di 200 vittime
GIACOMO SCOTTI - FIUME/RIJEKA

A Knin e dintorni gli inquirenti del Tribunale internazionale dell'Aja per i crimini di guerra nell'ex Jugoslavia stanno cercando 200 cadaveri: le misere ossa di altrettante vittime di stragi compiute dai "patrioti" croati durante e dopo la famigerata "Operazione Tempesta" dell'agosto 1995, quando le truppe di Franjo Tudjman riconquistarono i territori della Krajina tenuti per tre anni dai secessionisti serbi.
Negli ultimi cinque anni il governo di Zagabria non ha manifestato alcuna volontà di far luce sui segreti del cimitero di Knin, l'ex capitale dell'ex Krajina. Ora lo faranno gli esperti mandati dalla Procura della corte istituita dall'Onu per giudicare i crimini di guerra nell'ex Jugoslavia. Ma subito, come al solito, si sono fatti avanti i protettori dei criminali. Gli esponenti delle associazioni dei reduci della "guerra patriottica" della Croazia si mobilitano per scendere in piazza: proprio da Knin è partito giovedì un appello rivolto "ai difensori della patria ed a tutti i croati" perché partecipino ad una manifestazione di protesta contro l'Onu, l'Osce "e tutto il mondo", per impedire che si vadano a tirar fuori gli scheletri dalle fosse comuni del paese.
In attesa del "grande raduno", i reduci del luogo hanno cercato di bloccare il passaggio delle automobili e di tutti gli altri automezzi targati "UN" -una decina - sui quali sono arrivati gli inquirenti con le loro attrezzature tecnologiche. La chiassata degli estremisti filofascisti non ha però raggiunto lo scopo. la polizia ha circondato il cimitero della città dove gli investigatori e i tecnici dell'Onu ritengono di trovare una o più fosse comuni in cui finirono le vittime delle stragi compiute nel corso e dopo l'Operazione Tempesta. Il lavoro di riesumazione delle salme è incominciato ieri. Durerà, compresa l'opera di identificazione delle vittime, circa un mese.
I primi sospetti sull'esistenza di una o più fosse comuni nel cimitero di Knin ed ai suoi margini furono manifestati dai rappresentanti dell'Onu una decina di giorni dopo la conclusione dell'operazione militare del '95. Il 15 agosto informarono che in quel cimitero erano state tumulate (si fa per dire) 56 vittime. Il giorno dopo il numero era salito. Il generale croato Ivan Cermak, all'epoca comandante del settore di Knin, dichiarò che si trattava di 94 "soldati nemici e di due civili".
Ma fu ben presto smentito dai fatti. Il "Comitato croato di Helsinki" documentava che dopo l'Operazione Tempesta nel Settore sud della Krajina (zona di Knin) erano stati massacrati non meno di 420 civili di nazionalità serba e molti di essi erano finiti nelle fosse comuni del cimitero del capoluogo. Nei successivi due anni, e cioè nel 1996 e 1997, il medesimo Comitato registrò dei macabri e rapidi cambiamenti nella "matematica dei cadaveri": nuove salme erano state seppellite e molte vecchie salme erano state rimosse e fatte sparire. Quindi è difficile dire quale sia l'attuale situazione in quel cimitero. Stando ai più recenti rapporti del Comitato croato di Helsinki, nel camposanto dovrebbero trovarsi le salme di 256 vittime delle stragi compiute durante la "Tempesta" a Knin e dintorni. Agli inquirenti dell'Aja il compito di scoprire la verità, o meglio di tentare di chiarire i troppi enigmi legati alle azioni criminali del regime tudjmaniano.
Si parla, intanto, anche di una grande fossa comune fuori del cimitero, della quale finora non si era mai fatto parola. Si troverebbe in prossimità del lago Sarena Jezera, sulla strada che porta al villaggio di Biskupija, ovvero sulla camionabile Knin-Spalato.

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