Il regime: "Complotto Usa"

SCOTTI GIACOMO

CROAZIA IL PRESIDENTE AD INTERIM PAVLETIC: TUDJMAN E' GRAVISSIMO

Il regime: "Complotto Usa"

Trovata elettorale dell'Hdz: spie americane contro la Croazia

- GIACOMO SCOTTI - ZAGABRIA

P rima di perdere il potere, i falchi del partito tudjmaniano ricorrono ai metodi più sporchi della campagna elettorale, che non sono i soliti argomenti della retorica patriottarda e del "pericolo comunista", ma quelli della "congiura anticroata" dei servizi segreti stranieri. In questi giorni la Tv di Stato e il principale giornale di regime Vjesnik hanno sollevato un polverone contro alcune organizzazioni statunitensi che - finanziando associazioni umanitarie croate - avrebbero di fatto operato per "abbattere l'Accadizeta e Tudjman". Le accuse sono dirette in particolare contro l'Agenzia americana per lo sviluppo internazionale "Usaid", la quale - nota bene - ha finanziato anche progetti del governo croato (ricostruzione di ponti, ospedali e altre infrastrutture). Di recente, gli uffici zagabresi dell'Usaid e quelli dell'Iri, l'Istituto repubblicano internazionale, sono stati scassinati dai soliti ignoti che hanno asportato documenti e lasciato microspie.

Secondo l'"analisi" pubblicata su Vjesnik di uno dei capi dei servizi segreti croati, Markica Rebic, finora "consigliere per la sicurezza nazionale" del Presidente Tudjman, i sei partiti di opposizione sarebbero stati finanziati dalla Cia ed avrebbero come consiglieri delle "spie americane" annidati nell'Usaid e nell'Iri. Per inciso annotiamo che il primo dicembre, quando i giornali e la tv del regime croato lanciavano queste ed altre accuse, due ministri di Zagabria sono apparsi al fianco del direttore dell'Usaid nella cerimonia di inaugurazione del Ponte di Dubica, lungo oltre 200 metri sul fiume Una, che collega la Croazia e la Bosnia. Quel ponte è costato 265 milioni di dollari donati dall'Usaid!

Secondo il consigliere di Tudjman per la sicurezza nazionale, l'Usaid non sarebbe altro che un servizio della Cia, alle dirette dipendenze del Dipartimento di Stato e, in Croazia, dell'ambasciatore William Montgomery. L'Usaid avrebbe esteso la sua rete di agenti in tutta la Croazia, infiltrandosi nelle Ong, nei giornali indipendenti, nei sindacati, nei partiti e, soprattutto, nell'Associazione dei giornalisti. A proposito: non è la prima volta che il regime prende di mira i giornalisti indipendenti. Qualche settimana addietro, Vjesnik pubblicò un lungo elenco di cronisti e pubblicisti che, nel passato regime sarebbero stati confidenti e informatori dell'Udba, il servizio segreto jugoslavo. Ora quello stesso giornale, sulla scia delle "rivelazioni" di Rebic, pubblica una dichiarazione del capo dei falchi del regime, Ivic Pasalic, che recita: "L'intera vecchia rete dell'Udba si è rimessa in piedi e lavora per cacciare l'Hdz dal potere a qualsiasi prezzo". E ancora: "Questa rete opera con l'appoggio delle cosiddette organizzazioni umanitarie, ricevendo direttive dalle centrali negli Usa". Fra le Ong le più duramente prese di mira, da anni, sono il Comitato croato di Helsinki per i diritti dell'uomo e la "Società Aperta"; istituzioni che più di altre hanno denunciato le innumerevoli violazioni dei diritti umani e civili, a cominciare dai massacri compiuti nell'ex Krajina durante e dopo la sua "liberazione" nel 1995.

Non vogliamo essere noi certamente a prendere le difese degli Stati uniti, così come non siano stati noi ma Tudjman a mandare gli alti ufficiali dei servizi segreti e delle forze armate croate a frequentare le accademie negli Usa, quegli stessi States ai quali il regime di Zagabria aprì i cieli perché gli aerei della Nato andassero a bombardare la Serbia, permettendogli anche di lanciare le bombe sul territorio e nel mare croato "per sbaglio". Vogliamo solo ricordare che il consigliere di Tudjman per la sicurezza nazionale Rebic è la stessa persona che dal gennaio 1993 al dicembre 1995 fu ufficiale di collegamento con i servizi di spionaggio stranieri, in primo luogo americani; e svolse così bene le sue mansioni che nel 1996, durante una cerimonia all'albergo Esplande di Zagabria, ricevette per mano dell'ambasciatore americano dell'epoca, Galbraight, la decorazione "Meritous Service Medal" per l'ottima collaborazione con gli americani nel campo dello spionaggio.

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