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  • Autore: LUIGI ABIUSI
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ECONOMIA/ARTICOLO

ASCESA O DECLINO, LA RIDISTRIBUZIONE TRA PROFITTI E SALARI NON MUTA

MONDO. La spiegazione più frequente che si dà a sinistra (e a destra) dell'ascesa e declino del Welfare State suona più o meno così: dal secondo dopoguerra in poi, la paura del comunismo avrebbe indotto i capitalisti a fare ai salariati importanti concessioni redistributive, sostanziatesi in alti salari e servizi sociali. Con l'89, venuta meno...

VISIONI/APERTURA

ORNETTE, UN SAX DRITTO AL CUORE

ITALIA/RUGIA. Umbria Jazz incalza con i concerti della cantante Patricia Barber, degli artisti brasiliani Gilberto Gil, Maria Bethania e João Gilberto, della rock-star Van Morrison, degli altisti Phil Woods e Lee Konitz, dei jazzisti italiani da Nicola Arigliano ad Enrico Rava (14-15 luglio). Un picco artistico la manifestazione l'ha già...

VISIONI/TAGLIO BASSO

IL CARILLON DI KEITH JARRETT

ITALIA/PERUGIA. L'arena Santa Giuliana è uno spazio arioso e capiente, di forma circolare. Collocata sotto piazza Partigiani, ha un vasto parterre e una piccola gradinata. È qui che è cominciata l'edizione del trentennio di Umbria Jazz, lontano dai Giardini del Frontone che hanno costituito il luogo di tante edizioni precedenti. Ora si...

VISIONI/TAGLIO BASSO

UMBRIA JAZZ, UN PALCO LUNGO TRENT'ANNI

ITALIA/UMBRIA. Trentennale per Umbria Jazz, un'edizione (11-20 luglio) che punta su una serie consolidata di maestri della musica afroamericana e brasiliana, propone nuove situazioni, dà spazio al jazz italiano, alla didattica (in consolidata collaborazione con il Berklee College of Music), alla musica da consumare piacevolmente in piazza, con la...

ECONOMIA/TAGLIO BASSO

LA MEMORIA DISTORTA DEL CENTRO SINISTRA

ITALIA. Su un punto Antonio Fazio ha ragione: la performance dell'occupazione è figlia (legittima o naturale) delle politiche dell'Ulivo. Ma accusare il governo in carica dei risultati scadenti e arrogarsi il merito di quelli (ritenuti) positivi, come hanno fatto qualche giorno fa Visco e Bersani, serve forse alla propaganda, non certo...

ECONOMIA/EDITORIALE

CON KEYNES SEPPELLITO ANCHE MARX

MONDO. Il 5 giugno di centovent'anni fa nasceva John Maynard Keynes. Non è una grande notizia, né varrebbe la pena di scriverci un editoriale: non fu un capo di stato né un papa, né impugnò bandiere rosse o nere; odiava la povertà non perché ci vedesse lo sfruttamento ma perché era brutta e non sopportava...

ARTICOLI/APERTURA

C'ERA UNA VOLTA IL CONSUMATORE

ITALIA. Caro Luigi, ho riletto in questi giorni il tuo editoriale del 27 settembre scorso. Chiedevi a Galapagos o ad un altro premio Nobel per l'economia di spiegare come potessero conciliarsi l'appello alle virtù del risparmio di Luigi Einaudi e quello a consumare di Silvio Berlusconi. Chiedevi se in fin dei conti valesse la pena di...

CARO LUIGI/ARTICOLO

LE LEGGI DEL GIORNALE. OVVERO, L'IMPOSSIBILITà DEL MANIFESTO

ITALIA. 2 febbraio `73 Cara Rossana, ti accludo il progetto C, anch'esso irrealizzabile, che ha tuttavia un valore testamentario. Perché, sommato agli altri due progetti anch'essi improvvisati da me senza crederci affatto, dimostra quello che ho sempre pensato: che un giornale essendo come la rosa di Gertrude Stein, cioè un giornale un giornale...

CULTURA/APERTURA

IL LEVIATANO è EMIGRATO IN AMERICA

USA/MONDO. «È ora di smettere di far finta di credere che gli europei e gli americani vedano lo stesso mondo. Dirò di più: che vivano nello stesso mondo. Su una questione essenziale, quella del potere [...], le prospettive americane e quelle europee divergono. L'Europa [...] sta andando oltre il potere verso un mondo autonomo di...

PRIMA/EDITORIALE

SENZA CONFINI

ITALIA. La sinistra italiana che conosciamo è morta. Non lo ammettiamo perché si apre un vuoto che la vita politica quotidiana non ammette. Possiamo sempre consolarci con elezioni parziali o con una manifestazione rumorosa. Ma la sinistra rappresentativa, quercia rotta e margherita secca e ulivo senza tronco, è fuori scena. Non...

CULTURA/APERTURA

LO STATO DELL'ORDINE IMPERIALE

USA/MONDO. «Golpe nell'impero», titola il primo numero (aprile 2003) di Global magazine, il neonato mensile vicino all'ala «disobbediente» del «movimento dei movimenti». La scelta redazionale è azzeccata, visto che il convincimento che fa da sfondo alla maggior parte dei brevi scritti analitici che vi sono...

CULTURA/TAGLIO BASSO

IL GENDARME DEL LIBERO MERCATO

IRAQ/USA. Solo i ciechi e i sordi possono non accorgersi che la guerra in Iraq interroga criticamente la teorica dell'Impero. Un evento che, almeno fenomenologicamente, si presenta come un tipico conflitto interstatale, agito da banali motivi di geopolitica (vulgo, imperialismo), non può non chiamare a un chiarimento quanti - e sono tanti, da...

PRIMA/EDITORIALE

UNA NUOVA STELLA

IRAQ/BAGHDAD. La guerra all'Iraq non è durata fino all'ultimo bambino e può dirsi militarmente conclusa. Forse non ci sarà una resa formale, forse restano focolai di resistenza o forse si riaccenderanno. Hanno combattuto al di là di ogni previsione, gli iracheni, ma non hanno fatto saltare né pozzi né ponti e non hanno...

PRIMA/EDITORIALE

KAMIKAZE

IRAQ. Inorridite, inorridiamo, i kamikaze sporcano la guerra irachena. Non sono necessari quattromila, bastano due, magari una donna incinta. Già quella parola giapponese è odiosa e ora è anche araba per noi. Terrore, fanatismo, il valore assoluto della vita propria e altrui negato e calpestato senza pietà. Ma com'è...

PRIMA/EDITORIALE

NON SANNO

IRAQ/USA. Credo o voglio sperare che buona gran parte dell'opinione pubblica americana non sappia quasi nulla degli orrori della guerra irachena, che non capisca, che sia tenuta all'oscuro come avvenne per lungo tempo con la guerra del Vietnam. Penso che si fidi dei suoi dirigenti e delle nobili motivazioni patriottiche e missionarie di cui è...

PRIMA/EDITORIALE

IL PANTANO

IRAQ/USA. Com'erano radicalmente sbagliate le previsioni di ieri sull'andamento e gli esiti della guerra, programmati da mesi e anni, così sono sbagliate le previsioni di oggi sul suo proseguimento, la sua conclusione e l'assetto post-bellico anch'esso programmato da tempo. La guerra non è breve ma lunga, non è incruenta ma...

ECONOMIA/TAGLIO BASSO

RISCHI PER L'EUROPA, OCCASIONI PER GLI STATI UNITI

IRAQ/USA. Forse hanno ragione quanti sostengono che la guerra non è più motore dell'economia e che il riarmo serviva a conseguire la piena occupazione. Ma non è detto che la guerra sia comunque un pessimo affare (per chi la vince): al contrario, ci sono almeno due buone ragioni per ritenere che gli Usa abbiano affidato al conflitto...

PRIMA/EDITORIALE

LA VERGOGNA

IRAQ/BAGHDAD. La guerra sarà lunga, siamo solo all'inizio. Se lo dicono loro possiamo crederci anche se prima dicevano il contrario. Tradotto in pratica, vuol dire che la strage al mercato di Baghdad è solo un inizio. Non è un effetto collaterale della guerra, è il suo cuore. Questi morti li conosciamo, di altri in altre città...

PRIMA/EDITORIALE

COME MAI?

IRAQ. Sembrava probabile e quasi ovvio, non solo ai fautori e sostenitori della guerra ma anche ai suoi avversari, che l'Iraq sarebbe crollato in breve tempo. Per ragioni militari, prima di tutto, data la smisurata sproporzione delle forze in campo. Ma soprattutto per ragioni politiche, essendo quello di Saddam un regime tirannico e fantoccio....

SINISTRA/EDITORIALE

CARA LAURA

ITALIA/ROMA. Cara Laura, io ti ricordo come una sorella maggiore saggia e generosa ed è con questo animo che vorrei ora salutarti abbracciando i tuoi figli e Pietro. E' un ricordo molto antico, il nostro tempo affannato in un mondo ostile lascia poco spazio all'amicizia e all'affetto. Così abbiamo avuto una esistenza parallela ma senza...

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