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  • Autore: FABRIZIO TONELLO
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INTERNAZIONALE/APERTURA

IL PIANO FORSE PASSA, LA MALATTIA NO

USA/CHICAGO. Nella notte di mercoledì, il Senato americano ha votato come previsto, 75 a 24, in favore del pacchetto di salvataggio per Wall Street ma non è riuscito a convincere. Non è stata convinta la Borsa dove, a un'ora dalla chiusura, il Dow Jones perdeva il 2,5% e il Nasdaq il 3%. Non è stata convinta la Camera, dove il voto di oggi si presenta...

IL MANIFESTO INTERNAZIONALE/APERTURA SECONDA

PERCHé 700 MILIARDI, E CHI LI CONTROLLA? DOMANDE NEL VUOTO

USA. «Troppi soldi, con troppa fretta, distribuiti a troppo poca gente, mentre troppe domande rimangono senza risposta»: così Dennis Kucinich, il deputato democratico dell'Ohio, ha motivato il suo voto contrario sul piano Paulson alla Camera dei rappresentanti Usa. Kucinich non era il solo di questa opinione, lunedì scorso: mentre l'attenzione...

INTERNAZIONALE/TAGLIO MEDIO

SI SALVI CHI PUò, IL PIANO AFFONDATO DA 30 «RIBELLI»

USA. Se non ci fossero state le elezioni tra un mese, lunedì il piano Paulson sarebbe passato 198 a 197 alla Camera dei rappresentanti. I voti che hanno rovesciato la situazione (il conteggio finale è stato 228 «no» e 205 «sì») sono quelli dei 30 deputati che rappresentano circoscrizioni in bilico, dove gli avversari sono alla pari, o quasi...

CONTROPIANO/APERTURA

700 MILIARDI SPESI MALE

USA/WASHINGTON. Una straordinaria partita di poker è in corso a Washington e il piatto è ben più ricco di quello di qualsiasi torneo di Las Vegas: 700 miliardi di dollari, quasi 500 miliardi di euro. La partita è eccezionale non solo per le somme in gioco ma anche per i giocatori: molti non si comportano come ci si aspetterebbe. Per esempio, mentre il...

INTERNAZIONALE/TAGLIO MEDIO

«IL MONDO CI GUARDA, PRONTO A USARE IL VETO»

USA. Il piano di salvataggio delle banche che hanno nei loro bilanci milioni di mutui inesigibili potrebbe essere votato già mercoledì dalla Camera dei rappresentanti ma potrebbe anche non vedere mai la luce. Da un lato, l'amministrazione Bush chiede al Congresso di firmare un assegno in bianco da 700 miliardi di dollari e chiede per il Tesoro...

LETTERE E COMMENTI/COMMENTO

BARACK OBAMA E LA «REGOLAMENTAZIONE» DEL MERCATO

USA. A Berlino c'è un museo del celebre Checkpoint Charlie, il posto di controllo tra Berlino Ovest e Berlino Est quando esisteva il muro, dove compare un grande cartello «State per lasciare il settore americano». Ecco, la finanza mondiale si sta comportando nello stesso modo: sta per lasciare il settore delle banche americane. Negli ultimi 12...

INTERNAZIONALE/APERTURA

CORSA IN SALITA PER MCCAIN

USA/MINNEAPOLIS. Steve Schmidt, oltre che il direttore della campagna di McCain, è un buon giocatore di poker e il bluff che ha abilmente realizzato venerdì (scegliere come candidata alla vice presidenza una donna giovane, attraente e religiosissima come Sarah Palin) gli ha fatto guadagnare qualche fiche dopo le perdite della settimana. Da lunedì a...

CONTROPIANO/APERTURA

SARAH PALIN, ANTIABORTISTA DOC, LA CARTA DI MCCAIN ALLA VICEPRESIDENZA

USA. La tempistica dell'annuncio è stata perfetta: annunciando la scelta di Sarah Palin come candidato alla vicepresidenza ieri mattina, McCain ha brutalmente interrotto il «ciclo di notizia» dominato dal discorso di Obama a Denver 12 ore prima e costretto giornali e tv a occuparsi della sorpresa. Palin, infatti, è la prima donna governatore...

CONTROPIANO/APERTURA

MIDDLE CLASS, CIOè OPERAI: è LORO IL VOTO DECISIVO

USA/DENVER (COLORADO). In un anno in cui tutto dovrebbe favorire i democratici, Barack Obama non riesce a uscire dal cliché in cui lo sta rinchiudendo la propaganda dei repubblicani: una rock star, un vanesio, un arrogante del tutto impreparato a guidare il paese. Accettando di trasformare la campagna elettorale in un duello di personalità, Obama rischia...

CONTROPIANO/TAGLIO BASSO

LE OTTO CASE DI MCCAIN. QUELLA «BIANCA» PERò RISCHIA DI PERDERLA

USA. In questi giorni se Steve Schmidt, il cinico specialista di campagne elettorali che dirige quella di McCain, non fosse calvo, lo potremmo vedere mentre si strappa i capelli: il peggior nemico con cui ha a che fare è proprio il suo boss, il candidato repubbblicano più inetto dai tempi di Gerald Ford, anno di grazia 1976. Ma come? Schmidt è...

CONTROPIANO/APERTURA

IL BUCO DI OBAMA

USA. Le campagne elettorali americane si vincono o si perdono sull'economia, o almeno questo è quanto economisti e politologi hanno sempre affermato: inflazione e disoccupazione del 1980 e Carter se ne va, sostituito da Reagan; recessione del 1991-92 e Bush padre se ne va, sostituito da Clinton. Su questa base, il risultato delle presidenziali...

INTERNAZIONALE/TAGLIO MEDIO

CONDANNATO A MORTE IN BASE ALLA BIBBIA

USA/TEXAS. «Se uno colpisce un altro con uno strumento di ferro e quegli muore, quel tale è omicida; l'omicida dovrà essere messo a morte. (...) O se lo colpisce con uno strumento di legno che aveva in mano, atto a causare la morte, e il colpito muore, quel tale è un omicida; l'omicida dovrà essere messo a morte. Sarà il vendicatore del sangue colui...

INTERNAZIONALE/APERTURA

OBAMA PROMETTE SERBATOI PIENI E PREZZI CALMIERATI. MA COME?

USA. Il ritorno dalle acclamazioni europee è stato duro per Barack Obama. Se il candidato democratico alla presidenza degli Stati uniti sperava di accreditare la sua immagine presidenziale facendosi fotografare con il presidente francese Nicolas Sarkozy e la cancelliera tedesca Angela Merkel, l'obiettivo non è stato raggiunto: una conferma di...

INTERNAZIONALE/TAGLIO MEDIO

COSTRETTI A RINCORRERE, ANCORA SENZA STRATEGIA

USA. C'è qualcosa di curioso nel fatto che il consenso quasi unanime, tra i repubblicani, è che John McCain perderà le elezioni, mentre i sondaggi lo danno a «soli» 5 punti di distacco da Barack Obama (41% contro 46%) e i media, Cnn in testa, si ostinano a descrivere le presidenziali di quest'anno come un «testa a testa».La verità è molto...

INTERNAZIONALE/TAGLIO MEDIO

LE PRIMARIE DEI DOLLARI, TRABALLA IL RECORD DEL 2004

USA. Nel 1992, quando Clinton divenne presidente, il totale raccolto dai due partiti in vista delle elezioni ammontava a circa 620 milioni di dollari: una cifra enorme ma molto lontana da quella che sarebbe stata spesa nel 2004: circa 1.450 milioni di dollari. Quest'anno, solo i due candidati alla presidenza potrebbero superare il record...

LA PAGINA 3/TAGLIO BASSO

HILLARY E BARACK: LA CACCIA AL VOTO è ANCORA TUTTA APERTA

USA. Mentre i giornali si concentrano sul duello di personalità, sarebbe bene guardare a cosa rappresentano socialmente Hillary e Obama, che parlano a due segmenti diversi dell'elettorato democratico. C'è, ovviamente, la componente etnica: più si va avanti con la campagna elettorale, più il sostegno della comunità afroamericana va al primo,...

LA PAGINA 3/APERTURA

A DESTRA LA SPUNTA MCCAIN

USA. L'altroieri McCain ha vinto in 9 stati ma per la nomination non è ancora finita. Le vittorie di Romney in 7 stati e, soprattutto, di Mike Huckabee in 5 stati del Sud, mostrano che il suo problema di rapporti con la base militante del partito repubblicano non è ancora risolto. Certo, dalla sua parte stanno l'integrità morale (prigioniero...

SPECIALE/TAGLIO BASSO

IL REPUBBLICANO MCCAIN VINCERà CONTRO IL SUO PARTITO

USA. Tutto quest'anno favorisce i candidati democratici: l'economia, la guerra, la stanchezza dell'era Bush. Dalle primarie di oggi sembra però certo che uscirà come candidato repubblicano John McCain, l'unica personalità politica di quel partito a potersi decentemente presentare agli elettori con una reputazione d'integrità personale e...

INTERNAZIONALE/TAGLIO BASSO

I KENNEDY E I CLINTON, FAMIGLIE CONTRO

USA. Nella politica americana, le cose sono sempre più complicate di quanto sembrino. La notizia di domenica era che il clan Kennedy sosteneva la candidatura di Obama, ma questa è una verità parziale: se Caroline e Ted Kennedy (rispettivamente figlia e fratello del presidente ucciso a Dallas) hanno schierato il loro nome a fianco di Obama, è...

LA PAGINA 3/TAGLIO BASSO

L'INFELICE STORIA DEGLI «OUTSIDER» REPUBBLICANI

USA. Almeno dal 1952 in poi, periodicamente, gli elettori repubblicani scoprono il loro «volto nuovo», il politico «diverso dagli altri», il leader che andrà alla Casa Bianca per riformare il sistema che non funziona: nel 1964 di questo sentimento beneficiò Barry Goldwater, nel 1976 e nel 1980 Ronald Reagan, nel 1992 Pat Buchanan e Ross Perot,...

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