In compagnia dell’Emirato sbagliato

Pensavi di viaggiare in business class e ti trovi appollaiato su uno scomodo ma costoso strapuntino. È la sensazione che dà il nostro governo nella crisi libica. Per mesi ha fatto finta di non accorgersi di nulla, ha fatto credere che la soluzione fosse chiudere i porti.Con affermazioni fuori dalla realtà - la Libia...

Non disturbate i generali, stanno lavorando per voi

È la primavera dei generali, quelli dei golpe e dei colpi di mano. Il ritornello più stucchevole della comunità internazionale udito in questi anni davanti alle crisi mediorientali è il seguente: «La soluzione non è militare ma diplomatica». Niente di più falso. Lo abbiamo sentito a...

Nel nuovo conflitto il fallimento della Nato

Settant’anni e li dimostra tutti. Nel caos libico e in quello siriano emergono i fallimenti occidentali e della Nato che ha appena celebrato la sua fondazione nel 1949, in piena guerra fredda.E quando una Nato comincia proprio a scricchiolare se ne fa un’altra, magari «araba».Il generale Khalifa Haftar, oltre a...

La Libia in guerra. Smacco per Onu, Nato e Italia

E così, se nottetempo nessuno ferma il generale libico (con cittadinanza americana) Haftar, facciamo ciaone anche a Tripoli. Salvate almeno il soldato Serraj. Nel giorno del 70° compleanno ieri la Nato ha assistito a due eventi paradossali ma prevedibili. Due stati membri, Turchia e Usa, sono sull’orlo dello scontro in...

Il raìs sa già dove reagire: a Rojava

La reazione del leader turco Erdogan alla sconfitta di Ankara e Istanbul non si farà attendere. O’ Sarracino si sente tradito. È smanioso ma anche freddo, come un giocatore di poker, e vuole essere ammirato: una sera a cena offrì a noi, attoniti giornalisti italiani, un telefonino per parlare con Berlusconi...

Le ambiguità dell' «erede» del Califfato

L’erede della sconfitta del Califfo Al Baghadi è proprio lui, Erdogan. «Risolveremo la crisi siriana sul campo», ha dichiarato prima del voto. La Turchia intanto fa «ciaone» alla Nato, conferma l’acquisto dei missili dalla Russia e annunciando che Santa Sofia tornerà moschea, raccoglie la...

Il dito di Trump sulla mappa del Golan occupato

I tempi cambiano insieme agli uomini: nel 1916 due aristocratici dei vecchi imperi, il baronetto britannico Mark Sykes e il francese François-George Picot, si spartirono il Medio Oriente, oggi ci prova Donald Trump, l’ambizioso palazzinaro newyorchese. Che la fine territoriale dell’Isis all’orizzonte di Baghouz...

Ricco la manina americana sulla crisi in Serbia

La storia in Serbia si ripete con una «manina» americana? Ero a Belgrado il giorno dell’arresto di Slobodan Milosevic nell’aprile 2001 e avevo faticato a ottenere una stanza all’hotel Hyatt.Di fianco all’ambasciata cinese bersagliata nel ’99 dai missili Usa. Tutto occupato. In realtà due...

Una grande e violenta patria bianca

È il 12 agosto 2017 quando a Charlottesville, Virginia, scendono in piazza i cosiddetti “suprematisti bianchi” di Vanguard America, un gruppo di estrema destra dichiaratamente razzista, che protesta contro la rimozione della statua del generale Robert Lee eroe dei sudisti ai tempi della Guerra Civile. In contemporanea...

Fake news Usa smascherate da media Usa

È la stampa bellezza, la stampa quella seria, e tu non ci puoi far niente, si potrebbe dire parafrasando la celebre battuta di Ed Hutcheson-Humphrey Bogart alla fine del film «L’ultima minaccia».Con un articolo e un video pubblicati il 10 marzo il New York Times smentisce che sia stato Maduro il 23 febbraio a far...

La guerra infinita nella Siria dei "buchi neri"

Questa è la Siria dei «buchi neri», un conflitto con un campo gravitazionale così intenso che non se ne vede la fine. La guerra siriana proprio non si esaurisce all’orizzonte del modesto villaggio di Al Baghouz, sull’Eufrate.Dove le forze curdo-arabe hanno assediato l’ultima sacca di un...

Il patto diabolico di Bouteflika

La crisi algerina racchiude il fallimento di un sistema di potere in mano a un élite, prima quella dei generali e poi una sorta di «coalizione presidenziale», nata in nome di Abdelaziz Bouteflika, tra burocrazia del petrolio e del gas, uomini d’affari d’assalto, sindacati e politici compiacenti.Per salvarsi...

L'Iran in gioco fra Trump e Putin, Ue a lla finestra

I nodi, prima o poi, vengono al pettine. A Teheran, nello scontro tra moderati e ultraconservatori dopo le dimissioni, respinte dal presidente Hassan Rohani, del ministro degli Esteri Javad Zarif, ma anche a Mosca dove oggi si incontrano per decidere sulla Siria e la repubblica islamica iraniana il presidente Vladimir Putin e il premier...

Italexit dalla Libia, al Sisi piglia tutto

Possiamo cominciare a fare «ciaone» alla Libia, nonostante gli intensi sforzi di dialogo con il generale Khalifa Haftar del nostro ambasciatore Giuseppe Grimaldi Buccino. Dal vertice euro-arabo di Sharm el Sheik è emerso che: 1) al generale al-Sisi è stato assegnato il ruolo di «guardiano» del sud e...

Trump usa i foreign fighters per ricattare l’Europa (sull’Iran)

Perché gli Usa minacciano l’Europa con i foreign fighters dell’Isis? Trump è un hobbesiano che non ha mai letto Thomas Hobbes, scrive sul New York Times Roger Cohen. Aggiungendo: l’instabilità è inevitabile nel confronto Usa - Europa, specie alla luce della riunione anti-Iran di Varsavia e del...

La fase due della destabilizzazione mediorientale

L’Italia ha vissuto un altro giorno da pecora, stando bene accucciata ai piedi di Washington per ripararsi dal vento gelido che spira da Ovest verso Oriente. Il ministro degli Esteri Moavero Milanesi ha partecipato ieri al vertice di Varsavia, disertato dai ministri di Francia, Germania e da Mogherini, contro l’Iran, definito...

Il fronte dell'Iran

Per le strade di Teheran il primo febbraio 1979 la rivoluzione arrivò a bordo di una Chevrolet Blazer, un mito dell’America a quattro ruote. Forse bisognerebbe raccontarlo anche al segretario di Stato statunitense Mike Pompeo che in Polonia, tra qualche giorno, vuole fondare una sorta di Nato anti-Iran e forse inaugurare una...

La beffa degli Emirati «tolleranti»

Quasi da non credere. Ecco un Paese aperto al dialogo e tollerante verso le minoranze. Indovinate chi è? Ma gli Emirati Arabi Uniti certamente, almeno nella descrizione dei reportage della Rai sul papa ricevuto ad Abu Dhabi.Mai un accenno alla guerra degli Emirati in Yemen, ai massacri contro i civili e gli sciiti e al sostegno...

Tutti sotto l’egida del dottor Stranamore

È stata una magnifica settimana americana. Soprattutto «in mano agli americani», tra Afghanistan, Venezuela e un prepotente ritorno di guerra fredda. Quando non sai più che fare si torna al vecchio classico del Dottor Stranamore che moltiplica la paura con una nuova corsa agli armamenti per giustificare bilanci...

Da Saddam a Maduro, il delirio dei liberal

Operazione riuscita: c’è un nuovo Saddam Hussein in Sudamerica con tanto di sanzioni petrolifere e finanziarie. Manca solo una risoluzione Onu «oil for food», cibo contro petrolio, per sfamare quei disgraziati dei venezuelani. Premesso che a decidere la vicenda non saranno le sanzioni occidentali ma forse le...



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